Sensi di colpa
Buongiorno sono una ragazza di 34 anni, ho tradito il mio compagno e se’ prima non avevo i sensi di colpa ora dopo 7 mesi stanno venendo fuori! Vivo in costante ansia! Ma non ho intenzione di dirglielo perché lo farei stare malissimo, e non me lo perdonerebbe mai! Non mi fa mancare niente e’ un ragazzo buonissimo, e ora non so più come farmi passare questo senso di colpa con il quale ci convivo ogni giorno..
Buongiorno Nicole, quello che descrive è molto più comune di quanto si pensi, anche se quando lo si vive sembra qualcosa di “solo nostro”. Il fatto che i sensi di colpa arrivino dopo mesi non è strano. A volte, quando succede qualcosa di forte, inizialmente si resta un po’ distaccati, come se non si sentisse davvero. Poi, con il tempo, tutto trova spazio e arriva.
La cosa che colpisce è che parla di un’ansia costante. Questo fa pensare che non sia solo “colpa” in senso morale, ma qualcosa che le sta chiedendo attenzione dentro. Come se una parte di lei stesse bussando e dicendo: fermati un attimo, guarda meglio cosa è successo e cosa significa per te.
Lei dice che non vuole dirglielo per non farlo stare male. È una motivazione che si sente spesso, ed è comprensibile. Allo stesso tempo, però, può esserci anche un altro pezzo, più silenzioso, legato alla paura delle conseguenze per lei, della perdita, del giudizio. Non è una critica, è umano.
Il punto, però, è che il senso di colpa non si “toglie” semplicemente decidendo di non dire nulla. Se resta lì da mesi, è perché per lei quella cosa ha un peso che non si è ancora trasformato in qualcosa di comprensibile e digeribile.
Forse la domanda non è tanto “come faccio a farlo passare”, ma “cosa mi sta dicendo questo senso di colpa?”.
Per esempio:
che significato ha avuto per lei quel tradimento?
in che momento della sua vita è successo?
cosa mancava, o cosa stava cercando, anche se magari non era chiaro allora?
Non sempre il tradimento nasce da una mancanza nel partner. A volte riguarda parti di sé che non trovano spazio, bisogni confusi, momenti di fragilità o anche solo il bisogno di sentirsi in un certo modo. Se queste cose restano non pensate, il senso di colpa tende a rimanere “bloccato” e a trasformarsi in ansia, come sta succedendo a lei.
Un’altra cosa importante. Il fatto che il suo compagno sia una brava persona può rendere tutto ancora più pesante. Perché non c’è un “nemico” su cui spostare il peso, e allora torna tutto su di sé. Non esiste una risposta giusta uguale per tutti sul dire o non dire. È una scelta delicata, che ha conseguenze in entrambe le direzioni. Però, qualunque scelta farà, sarà importante che non resti sola a gestire tutto questo dentro.
A volte parlarne con qualcuno fuori dalla coppia, in uno spazio protetto, aiuta a mettere ordine senza dover decidere subito cosa fare.
Le lascio una domanda, senza fretta.
Se mette da parte per un attimo la paura delle conseguenze, che cosa sentirebbe più “onesto” per sé oggi? Non più facile, ma più onesto. Da lì, piano piano, si può iniziare a capire come muoversi.
Un caro saluto.
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