Mia moglie non mi desidera più sessualmente
Con mia moglie abbiamo un buon rapporto da tre anni ma da un anno e mezzo circa lei ha perso il desiderio sessuale nei miei confronti ed è anche bloccata affettivamente. MI vuole bene e non ha altre relazioni. Io invece ho sempre desiderio e la amo. Abbiamo deciso di provare a fare delle sedute di coppia. Potrebbe aiutarci ed in che modo?
Buongiorno Lino, quello che descrive è qualcosa che molte coppie attraversano, anche quando il legame è solido come sembra il vostro. Il fatto che lei dica che tra voi c’è affetto e che sua moglie non abbia altre relazioni è un elemento importante, perché indica che il legame non si è interrotto, ma sta attraversando una fase di difficoltà in una sua parte.
Quando il desiderio cambia, raramente riguarda solo la sessualità in senso stretto. Spesso è collegato a qualcosa di più ampio, che può avere a che fare con il modo in cui una persona sta dentro la relazione, con il proprio momento personale, con dinamiche che si creano tra due persone nel tempo. A volte è qualcosa di evidente, altre volte è più sottile e difficile da mettere a fuoco anche per chi lo vive.
Il fatto che parli anche di un blocco affettivo fa pensare che non si tratti solo di desiderio fisico, ma di una distanza emotiva che si è creata, magari senza che ve ne accorgeste subito.
La terapia di coppia può essere utile proprio per questo tipo di situazioni. Non tanto perché qualcuno “aggiusta” qualcosa, ma perché offre uno spazio in cui poter dire e ascoltare cose che spesso, da soli, si fatica a esprimere. Con una terza persona presente, è più facile rallentare, capirsi meglio e uscire da eventuali fraintendimenti che si ripetono.
In concreto, può aiutarvi a capire cosa è cambiato tra voi nell’ultimo periodo, cosa sta vivendo sua moglie da dentro, e anche come lei sta vivendo questa distanza. A volte chi desidera di più si trova in una posizione di attesa o frustrazione, e anche questo ha un peso nella dinamica.
Non è raro che, nel tempo, si crei una specie di circolo in cui uno si sente rifiutato e l’altro si sente sotto pressione. Anche senza volerlo, questo può aumentare la distanza. Lavorarci insieme permette di riconoscere questi movimenti e provare a modificarli.
Un altro aspetto importante è che la terapia non si concentra solo sul “ripristinare” il desiderio, ma sul ricostruire una connessione che possa, eventualmente, permettere anche al desiderio di riemergere. Forzarlo direttamente, di solito, non funziona.
Il fatto che abbiate deciso insieme di iniziare un percorso è già un segnale molto positivo. Significa che entrambi, in modi diversi, state riconoscendo che la relazione è importante e merita attenzione.
Un caro saluto.
Psicologo anche a domicilio - Milano