Tradimenti con prostitute

Salve a tutti. Da qualche mese mio marito, indotto da me, mi ha confessato di avermi tradita saltuariamente con prostitute a pagamento in auto, durante le ore serali.
Siamo sposati da 7 anni, più 8 di fidanzamento. Siamo stati sempre bene: una coppia affiatata, con tanto confronto, dialogo, affetto e passione. Abbiamo due bambini piccoli.
Lui con me è sempre stato presente, affettuoso, premuroso, con tutti i suoi difetti certo, ma mi ha sempre rispettata e non mi ha mai fatto mancare nulla. È un padre presente, impeccabile. Lavora sodo e ci ha sempre amati. Anche a livello sessuale siamo sempre stati molto affiatati e mi ha sempre desiderata, non posso dire diversamente.
Negli ultimi anni lui è stato oppresso da tasse e debiti: è una partita IVA, ma lavorando sodo ce l’abbiamo sempre fatta, anche se il carico economico è stato soprattutto sulle sue spalle perché io mi sono dovuta dedicare ai bambini.
Mi ha confessato una sera che negli ultimi due anni si è fermato da qualche prostituta facendo per lo più sesso orale e, qualche volta, rapporti completi. Io sono devastata. Confusa. Non so più chi ho davanti.
Mi ha detto che è pentito, che si è perso per un periodo, che quell’adrenalina gli dava un senso di fuga dalla realtà, ma che subito dopo si sentiva uno schifo. Però, dopo un certo periodo, qualcosa gli diceva di rifarlo e lui lo rifaceva.
Mi ha giurato sui bambini che prima di questi due anni mi è stato sempre fedele e non avrebbe mai pensato di arrivare così in basso. Ma il senso di fallimento nel lavoro e i litigi fra noi lo hanno portato a voler sbagliare, per ribellarsi, per trovare una via di fuga.
Ora dice che è pentito, che questo comportamento è contro i suoi valori di uomo e di essere umano e che, vedendo il danno che mi ha creato, sente che quel comportamento è finito, che non esisterà più e che parlerà con me nei momenti bui.
Io non so se credergli. Ho una paura folle. Sono tra lo schifo e la pena, perché so che gli ultimi due anni sono stati duri. Tra l’altro, nel primo anno di tradimento io ero anche incinta del nostro secondo bambino.
Ma il sesso tra noi non è mai mancato, il desiderio non è mai svanito né calato, anzi. Per questo sono ancora più confusa. Ma due anni sono due anni e, se non lo avessi messo alle strette, oggi io ancora non saprei nulla e lui sarebbe andato avanti.
Si è preso ogni colpa, dice che le ragazze in questione non erano esteticamente migliori di me, anzi, a volte nemmeno gli piacevano.
Allora perché? Possibile tradire solo per 15 minuti di “fuga”, quando a casa hai una moglie che ami e desideri dalla mattina alla sera?
Mi ripete che non l’ha fatto per il sesso in sé, perché non ne usciva nemmeno soddisfatto. Io boh, mi sembra di svegliarmi alla mattina e vivere in un brutto film. Aiutatemi.

Buongiorno Sara, quello che sta vivendo è un dolore enorme, e la confusione che sente è una reazione profondamente umana. Quando si scopre qualcosa che rompe l’immagine della persona amata e della relazione in cui si credeva, è come se dentro si aprisse una frattura. Da una parte c’è l’uomo che conosce da quindici anni, il padre presente, il compagno affettuoso. Dall’altra c’è il dolore di sapere che l’ha tradita per due anni mentre costruivate la vostra famiglia e mentre era incinta di vostro figlio. È normale sentirsi smarriti e non riuscire più a capire cosa sia stato vero e cosa no. La domanda che la tormenta, “perché farlo se mi amava e mi desiderava?”, è una delle più difficili da accettare. Perché spesso si pensa che chi tradisce non ami più il proprio partner o non lo desideri più. In realtà le dinamiche umane sono molto più contraddittorie di così. Questo non rende ciò che ha fatto meno grave, ma forse può aiutarla a capire che il tradimento non sempre nasce dalla mancanza di amore o attrazione. A volte alcune persone cercano fuori una sorta di fuga mentale, uno stacco dalla pressione, dal senso di fallimento, dal peso della realtà. Non cercano davvero l’altra persona, cercano un’interruzione momentanea di quello che sentono dentro. Da quello che racconta, suo marito sembra descrivere proprio questo. Non una relazione parallela, non un coinvolgimento emotivo con qualcun’altra, ma un comportamento usato come evasione. Il fatto che dopo si sentisse male non cancella quello che ha fatto, né garantisce che non possa ricadere negli stessi errori. Però dice qualcosa sul fatto che lui stesso non fosse in pace con ciò che stava facendo. La ferita più grande, però, non è soltanto il sesso con altre donne. È il segreto. È sapere che per due anni lei viveva una realtà mentre lui ne viveva un’altra senza permetterle di scegliere, capire, proteggersi. Questo è ciò che distrugge il senso di sicurezza e fa sentire come dentro un incubo.
Adesso non si forzi a decidere subito se credergli, perdonarlo o lasciarlo. Ha bisogno prima di tutto di ritrovare un minimo di stabilità dentro di sé. E soprattutto ha bisogno di osservare i fatti più delle promesse. Le parole, in momenti come questi, rischiano di calmare per qualche giorno ma non bastano a ricostruire la fiducia. Guardi piuttosto se lui riesce davvero a sostenere il peso di quello che ha fatto senza minimizzare, senza spostare la colpa sulle difficoltà economiche o sui litigi. Le difficoltà possono spiegare un malessere, ma non giustificano una doppia vita tenuta nascosta per due anni. E guardi anche se è disposto a mettersi davvero in discussione, con costanza, pazienza e trasparenza, accettando il fatto che lei possa avere rabbia, paura, dubbi e momenti di crollo.Non si senta sbagliata se dentro di lei convivono amore, disgusto, pena, rabbia e nostalgia della vostra vita di prima. Le emozioni non sono mai lineari quando si subisce una ferita così profonda. E non si colpevolizzi pensando che, se non avesse insistito, lui avrebbe continuato. Questo non parla del suo valore come donna o come moglie. Parla delle difficoltà di suo marito nell’affrontare il proprio malessere in modo maturo e onesto. Adesso non deve trovare subito una risposta definitiva. Deve solo proteggere sé stessa emotivamente e capire, nel tempo, se accanto a lei c’è un uomo disposto davvero a guardare in faccia ciò che ha distrutto e a fare qualcosa di concreto per ricostruirlo. Un caro saluto

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Dott.Fabiano Foschini

Psicologo anche a domicilio - Milano

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