Essere sempre nel torto e non ricevere mai supporto

Buongiorno, da anni convivo con una situazione in cui qualsiasi cosa io faccia mi vengono addossate colpe e fatto sentire in torto anche quando sono dalla parte della ragione. In ambito lavorativo subisco aggressività, brutte maniere, insulti e brutte parole, ma nonostante tutto questo appena rispondo un attimo vengo fatto passare per quello sbagliato. Nella vita quotidiana se reagisco a individui maleducati o aggressivi vengo comunque criticato e anche sta volta fatto passare per quello sbagliato. Io non so più come comportarmi perché se sono gentile e comprensivo le persone se ne approfittano mentre se tiro fuori il carattere e reagisco (ci tengo a precisare senza l’uso della violenza) vengo fatto passare per il cattivo. Queste situazioni mi stanno bloccando nelle interazioni e non ho più voglia di conoscere persone o di affrontare la società perché tanto “sbaglio sempre io”

Buongiorno Federico, da quello che racconta si percepisce quanto questa situazione le stia pesando, soprattutto perché sembra ripetersi continuamente in contesti diversi. La sensazione che passa dalle sue parole è quella di una persona che prova a comportarsi correttamente, ma che finisce comunque per sentirsi messa sotto accusa qualunque cosa faccia. Quando si vive a lungo esperienze in cui si subiscono aggressività, mancanza di rispetto o atteggiamenti svalutanti, è normale arrivare a sentirsi confusi: “se sto zitto se ne approfittano, se reagisco passo per quello sbagliato”. È una dinamica che può far perdere spontaneità nelle relazioni e portare, col tempo, a trattenersi sempre di più per paura delle reazioni altrui. Vorrei però sottolineare un aspetto importante: difendersi o rispondere a un comportamento scorretto non significa automaticamente essere aggressivi. Spesso chi mette in atto atteggiamenti invadenti o maleducati fatica ad accettare un limite e tende a ribaltare la situazione, facendo apparire eccessiva anche una reazione legittima. Questo può portare una persona a dubitare continuamente di sé stessa e delle proprie percezioni. Allo stesso tempo, credo sia utile fare attenzione a non entrare in una sorta di “trappola relazionale” in cui ogni confronto viene vissuto come una battaglia da vincere o da cui uscire riconosciuti come “quelli dalla ragione”. Purtroppo non sempre gli altri sono in grado di vedere le situazioni in modo equilibrato, e cercare continuamente conferme esterne può diventare molto frustrante.
Il rischio, quando ci si sente spesso fraintesi o criticati, è iniziare a chiudersi completamente e perdere fiducia nelle persone in generale. Ma sarebbe un peccato, perché il comportamento scorretto di alcune persone non definisce il valore delle relazioni nel loro insieme, né tantomeno il suo valore personale. Forse il punto non è scegliere tra essere “troppo buono” o “quello cattivo”, ma trovare un modo di esprimere i suoi confini con fermezza e lucidità, senza sentirsi obbligato né a subire né a esplodere per essere ascoltato.
E soprattutto, provi a non identificarsi con quell’etichetta del “sbaglio sempre io”. Il fatto che le venga attribuita spesso dagli altri non significa che corrisponda alla realtà.
Un caro saluto

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Dott.Fabiano Foschini

Psicologo anche a domicilio - Milano

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