Dott. Fabio Rocci

Dott. Fabio Rocci

Psicoterapeuta cognitivo costruttivista

Perché sono qui? perché esiste tutto questo?

Ciao a tutti! Scusate per il messaggio molto lungo. Sono una ragazza di 21 anni e da ormai 2 anni combatto continuamente con ansia e attacchi di panico. Tutto è iniziato a Barcellona, in vacanza con delle mie amiche e, all’improvviso, mi è venuto il mio primo attacco di panico e, dalla paura, sono tornata immediatamente a casa. Sono stata per un po’ di tempo in derealizzazione e mi sono subito rivolta ad uno psichiatra che mi ha prescritto delle goccine da prendere. Nel corso di questi anni sono riuscita a stare un po’ meglio, perché le gocce prescritte mi hanno aiutato molto, ma a giugno le ho interrotte, avendo avuto degli ottimi risultati. Nel frattempo ho iniziato a giugno un percorso di psicoterapia per cercare di stare meglio, che però deve ancora fare i suoi frutti, avendola iniziata da poco. A luglio sono partita con le mie amiche e, purtroppo, durante questa vacanza sono di nuovo stata male, una brutta ricaduta che tutt’ora sto cercando di superare. Il mio psichiatra mi ha di nuovo prescritto le goccine, ma purtroppo ho paura che questa volta non mi aiuteranno. Sto avendo dei problemi con i miei pensieri, ultimamente sono molto angoscianti e ossessivi, è da ormai 2 settimane che non riesco più a fare le cose in modo tranquillo. Nello specifico, i miei pensieri riguardano l’esistenza, non riesco proprio a capire come faccio ad essere viva, come fanno gli altri ad esserlo, perché c’è la morte, cos’è l’universo e perché tutto questo esiste. Non riesco più a fare le cose normali perché mi sembra tutto senza senso, senza un significato. Le persone mi dicono di stare tranquilla e di concentrarmi sulla realtà, ma faccio ancora più fatica proprio perché non riesco a comprendere che cos’è la realtà e perché esiste. Mi guardo intorno e sento tutto così lontano da me, certe volte mi chiedo come sia possibile che gli altri mi sentano parlare e che poi riescano a rispondermi, è come se avessi un senso di inadeguatezza continua e mi preoccupa il fatto che questi pensieri possano diventare così tanto intrusivi da farmi perdere il controllo. Non riesco a capire come fanno gli altri ad essere così tranquilli di fronte a quest’immenso ignoto. Il fatto che io continui a cercare una risposta a tutto questo non ha senso, cerco di tranquillizzarmi e pensare che tutti quelli a cui voglio bene sono proprio qui con me nella mia stessa vita, ma ho davvero così paura. Non so come spezzare questo circolo vizioso, non so come uscirne. Scusatemi per il messaggio così lungo.

Eleonora, capisco quanto possa essere spaventante quello che stai vivendo, soprattutto perché questi pensieri sono diventati così invasivi da renderti difficile vivere serenamente anche le cose quotidiane.

Da quello che racconti, però, proverei a non cercare una risposta a tutte queste domande. Non perché le domande sull’esistenza, sulla morte o sull’universo non abbiano senso, ma perché quando siamo in una fase di forte ansia possiamo entrare in un meccanismo in cui sentiamo di dover trovare una risposta certa per poterci finalmente tranquillizzare. Il problema è che più cerchiamo la risposta, più il dubbio torna, magari con una domanda ancora più grande, e il circolo vizioso continua.

Anche quella sensazione di sentirti estranea a ciò che ti circonda può comparire durante periodi di forte ansia e dopo gli attacchi di panico. Capisco che quando la vivi possa sembrarti qualcosa di terribile e difficile da spiegare, ma non significa necessariamente che tu stia perdendo il controllo o che ci sia qualcosa di irreparabile.

In questo momento, secondo me, la cosa più importante è raccontare esattamente tutto questo al tuo psichiatra e alla tua psicoterapeuta, proprio come lo hai scritto qui: anche la paura che questi pensieri possano diventare incontrollabili e il fatto che da circa due settimane ti impediscano di vivere normalmente. Hai già iniziato un percorso e la psicoterapia è cominciata da poco, quindi è normale che non abbia ancora prodotto tutti i suoi effetti. 

Quando arriva il pensiero “devo capire perché esisto”, “devo capire cos’è la realtà” o “devo trovare una risposta”, prova, per quanto possibile, a non metterti a discuterci sopra. Puoi dirti: "questo è un pensiero che sta arrivando. Non devo risolverlo adesso". E poi provare a riportare l'attenzione, anche solo per pochi minuti, a quello che stavi facendo. L'obiettivo non è convincerti che va tutto bene, ma imparare gradualmente a non dare a ogni pensiero il compito di essere risolto.

Hai già attraversato un periodo difficile, sei stata meglio e hai iniziato un percorso per capire e affrontare quello che ti succede. Adesso sei probabilmente dentro una fase di ricaduta e va affrontata insieme alle persone che ti stanno seguendo, senza pretendere da te stessa di risolvere tutto immediatamente.

Se invece sentissi di non riuscire a mantenerti al sicuro, non aspettare che passi da solo: contatta subito le persone che ti stanno accompagnando in questa fase della tua vita.

Un caro saluto

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