Dott.ssa Filomena Lopez

Dott.ssa Filomena Lopez

Psicologo, Psicoterapeuta, criminologa, psicologa dello sport,neuropsicologa

Se ne può fare a meno?

Salve a tutte/i,

chi vi scrive non ha mai avuto una vera relazione sentimentale (e non ho più 20 anni). Qualche amico mi ha detto che se ci sono riuscito finora, significa che per natura sono in grado di farne a meno, perché loro non ci riuscirebbero.

Ma è davvero così?

O forse la verità è che si può fare a meno più facilmente di ciò che non si conosce?

Ma (s)fortunatamente ci sono cose che sappiamo già, dalla nascita. E credo che su questo si sbaglino, che la voglia di una relazione appartenga proprio a tutti. Mai avuta relazione, ci ho provato qualche rara volta, ma finiva sempre presto e male. I primi giorni però, quando le cose andavano meglio, mi sentivo stranamente normale ed è come se avessi tirato via la testa fuori dall'acqua, tornando a respirare dopo tanto tempo. E poi di nuovo giù, con tanta sofferenza. La frase più bella che mi abbia mai detto una ragazza è stata "non c'è motivo per cui questa relazione non debba funzionare", ho la pelle d'oca ogni volta che ci ripenso (e poco importa che avesse torto). La verità è che non mi sento all'altezza di poter avere una relazione, troppi difetti, ereditati e non (timidezza, insicurezza, ansia, introversione, disagio sociale, pessimo senso dell'orientamento e altre prelibatezze affini).

Il partner domanda e io non ho gli strumenti per dare molto di ciò che mi viene richiesto. Questo è ciò che vedo e rivedo quando mi trovo ad affrontare qualche situazione sentimentale, insomma so già di partire sconfitto e questo mi demoralizza subito e da solo è sufficiente ad immettermi nella strada della sconfitta. D'altronde anche l'idea di mettere al mondo dei figli (un domani) ed imporgli questa pesante eredità genetica, mi disgusta. Quindi probabilmente è giusto così. Difetti, come ad esempio, l'essere insicuri ed ansiogeni si possono battere solo impedendogli di trasmettersi di padre in figlio (i farmaci sono solo un palliativo), è l'unico modo di fargli un dispetto.

La domanda vera pero è che fare per alleviare un po' una voglia che non è giusto accontentare?


E poi, una calda sera d'estate, cerchi su Google problemi relazionali/sentimentali, t'imbatti in un sito di psicologi e ti viene l'irrefrenabile voglia di scrivere cose che, probabilmente, non verranno mai lette...

BUona sera

Cara ragazza non più 20 enne, la tua email è stata letta, non racconti quello che c'è dietro questa lettera quindi posso rispondere per ipotesi, la pelle d'oca perchè non vuoi ho vuoi una storia ma sei troppo impaurita per viverla veramente, non so che rapporti ai con i tuoi genitori con le sorelle o fratelli non so se ti hanno mai abbbarcciata fatto capire quanto ti amano. Non sei sbagliata , sei solo insicura cerca un terapeuta nella tua città fai un percorso per capire cosa vuoi, non sprecare troppe energie per fare domande ma vivi la vita, sarei lai ha darti le risposte. I fiigli accettano i loro genitori cosi come sono loro vogliono essere amati ascoltati ...

 

 

 

 

 

Dottoressa filomena lopez psicoterapeuta ti ha letto , vivvi la vita non aver paura di vivere con tutte le sue sfumatura,