Aiutare mio figlio ad uscire dal crack
Mi figlio, 33 anni, dopo aver trascorso due anni in comunità, ha ripreso: non con la cocaina, ma con il crack. Lavora, ma spende tutto in questo modo e anche bevendo.
L’ho scoperto mi dice che non lo farà più, ma ogni fine settimana la storia si ripete.
Io non so più cosa fare. Viviamo solo noi due e le possibilità economiche non ci sono. Vorrei un consiglio, aiutatemi.
Buongiorno, capisco profondamente la sua preoccupazione e il senso di impotenza che sta vivendo: vedere un figlio che ricade in una dipendenza, nonostante il percorso già fatto, è molto doloroso e logorante. Quello che descrive è purtroppo tipico delle dipendenze: le promesse di smettere spesso sono sincere nel momento in cui vengono fatte, ma la difficoltà a mantenere il controllo, soprattutto nei momenti “critici” come il fine settimana, è molto forte. Il fatto che suo figlio lavori non esclude la presenza di una dipendenza significativa. È importante che lei tenga a mente una cosa: non è nelle sue possibilità “salvarlo” da sola. Può essergli vicina, ma senza farsi travolgere o senza assumersi una responsabilità che non le appartiene.
Può essere utile:
Allo stesso tempo, è fondamentale che anche lei abbia uno spazio di supporto: affrontare tutto questo da sola è molto pesante, e un confronto con un professionista o con gruppi per familiari può aiutarla a non sentirsi sola e a gestire meglio la situazione. La sua fatica è comprensibile, ma non deve portarla da sola.
Dott.ssa Fioldisa
Psicologa clinica | Forense - Torino