Come posso superare la sofferenza dopo oltre un anno dalla separazione?

Ho 43 anni e sto attraversando un periodo di profonda sofferenza emotiva. Da circa un anno e alcuni mesi sto cercando di elaborare la fine di una relazione durata 12 anni, di cui circa 10 di convivenza. La separazione è avvenuta in modo molto doloroso e per me è stata improvvisa e difficile da comprendere. Da allora faccio molta fatica ad andare avanti e a ricostruire una mia identità e una vita che senta nuovamente mia. Continuo a pensare moltissimo alla mia ex compagna, alla vita che avevamo costruito, alla casa, ai luoghi e alle esperienze condivise. Mi manca non soltanto lei, ma soprattutto il senso di appartenenza e di futuro che avevo associato a quella relazione. Mi capita di tornare mentalmente continuamente al passato, chiedendomi cosa avrei potuto fare diversamente e se sia davvero tutta colpa mia. Questo mi porta spesso a sentirmi sbagliata, inadeguata e come se fossi stata un peso per la persona che amavo. Sto già affrontando un percorso psicologico, ma nonostante questo sento di essere ancora molto bloccata. Nell'ultimo periodo, e in particolare nelle ultime settimane, mi sento progressivamente più stanca, fragile e senza energie o determinazione. Ho difficoltà a provare entusiasmo e a immaginare il futuro. Mi sento molto sola e faccio fatica a riconoscermi al di fuori della relazione che ho perso. In questi giorni si è aggiunto un ulteriore elemento destabilizzante: dopo circa 10 anni nello stesso lavoro, il mio datore di lavoro, con cui ho condiviso una parte importante della mia vita professionale, ha deciso di trasferirsi da Milano a Pesaro con la compagna/collega e la loro bambina, entro la fine dell'anno. Questo cambiamento mi fa paura anche per il futuro lavorativo e rappresenta per me un'ulteriore perdita di riferimenti e di luoghi familiari (la nostra sede era prioprio a pochi minuti di distanza da dove abitavo con la mia ex compagna). Ho la sensazione che tutto ciò che costituiva la mia vita precedente stia progressivamente scomparendo. Mi viene spesso detto che dovrei prendermi maggiormente cura di me, anche fisicamente, e cercare di riprendere peso e forza, ma in questo momento faccio fatica persino a trovare la motivazione per farlo. La cosa che mi preoccupa maggiormente è che negli ultimi giorni non so più bene cosa voglio e mi sento estremamente stanca. Non so se si tratti ancora di un'elaborazione della separazione, di una condizione depressiva o di qualcosa che necessita di un intervento diverso, e vorrei capire come poter uscire da questo stato. Soprattutto vorrei uscire dalla profonda sensazione di essere stata un peso: tutti mi dicono che la mia ex compagna che abbia fatto la scelta giusta per la sua felicità, mentre io sono ancora così. Ma... è dura far comprendere la complessità della relazione, quanto sia entrata dentro di me. Mi seguiva in tutto e validava sempre la mia presenza, ciò che facevo e poi tutto ad un tratto è cambiata all'improvviso nell'ultimo anno cambiando sempre più e diventando l'opposto. Vorrei chiedere un parere professionale su come affrontare questa fase e soprattutto su come recuperare energia, autonomia, identità e desiderio di vivere senza continuare a sentirmi definita dalla perdita della mia relazione.

Buongiorno

Quello che descrivi non mi sembra semplicemente la difficoltà di “superare una relazione”. Dopo 12 anni, e soprattutto dopo 10 di convivenza, è venuto meno un intero sistema di riferimento: una persona, una casa, abitudini, luoghi, progetti e una parte importante della tua identità. È quindi comprensibile sentirsi disorientata e avere la sensazione che la propria vita precedente stia scomparendo. Il senso di essere stata “un peso” merita però particolare attenzione: la fine di una relazione non dimostra che tu sia stata un peso, né che il valore che avevi per l’altra persona fosse falso. Il cambiamento della tua ex compagna può essere stato reale e doloroso, ma non può essere utilizzato come misura del tuo valore personale.Considerando anche la stanchezza, la perdita di energie, la difficoltà a provare entusiasmo e a immaginare il futuro, ne parlerei apertamente con la psicologa che già ti segue, per valutare insieme se si tratti ancora di un’elaborazione del lutto relazionale o se ci siano anche sintomi depressivi che richiedano un’attenzione specifica.Nel mio lavoro, oltre ad essere psicologa clinica, mi occupo anche di coaching relazionale e motivazionale: in un percorso di questo tipo si può lavorare proprio sulla ricostruzione dell’identità al di fuori della relazione, sul recupero dell’autonomia, delle energie e, gradualmente, sulla capacità di tornare a desiderare e progettare.Non devi necessariamente “dimenticare” ciò che hai perso per ricominciare. Il primo obiettivo può essere molto più semplice: tornare a riconoscere chi sei, anche al di là di quella relazione.

Dott.ssa Fioldisa

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Dott.ssaFioldisa Signorino Gelo

Psicologa clinica | Forense - Torino

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