Non sto bene ho bisogno di aiuto

Piacere, mi chiamo Giuseppe e ho 28 anni. Sono in cura dal 2014, sono sempre stato seguito da uno psichiatra dell’ASL e per 3-4 anni mi ha seguito uno psicoterapeuta privato. Vengo al dunque: da circa un mesetto ho una cosa che mi sta facendo stare male, quasi mi sta togliendo la voglia di vivere.

La notte, vabbè, dormo poco da tanti anni, ma il vero problema non è questo: è che io ultimamente, durante le ore pomeridiane, dalle 2 fino alle 7 di sera, mi sento male. È come se avessi bisogno di mettermi a letto con gli occhi chiusi e, se non faccio questo, sto male con l’umore, mi sento angosciato.

Però, nel frattempo, se mi butto a letto e sto con gli occhi chiusi senza dormire è peggio, perché va a finire che la notte non riposo nemmeno un’ora, perché è come se il cervello non si stancasse stando con gli occhi chiusi. Ma il mio stare male è stare sveglio con gli occhi aperti tutta la giornata. Questa cosa mi fa stare male e non so come identificarla e cosa può essere.

Grazie a chi saprà darmi una risposta. Mi metto a volte nel letto con gli occhi socchiusi e anche questa cosa mi fa stare male.

Giuseppe, quello che descrivi è una sofferenza frequente nei quadri ansioso-depressivi: più che sonno, il tuo corpo chiede di spegnere l’iperattivazione interna. Stare a letto con gli occhi chiusi senza dormire però mantiene il cervello in allerta e peggiora il ritmo sonno-veglia, creando un circolo vizioso. Non è qualcosa di “strano”, ma il segnale di un sistema nervoso molto affaticato.
Da un punto di vista psicologico, il lavoro non è forzarti a dormire o a stare a letto, ma aiutarti a tollerare la veglia, strutturare il pomeriggio con attività molto semplici e contenitive, e ricostruire gradualmente una pressione del sonno serale. Parallelamente è importante rimettere mano, con uno specialista, a ciò che alimenta questa angoscia di fondo.
Dato che sei già seguito, ti incoraggio a riportare esattamente questi sintomi sia allo psichiatra sia a uno psicoterapeuta, perché qui non si tratta solo di sonno, ma di qualità della vita. E se in alcuni momenti la sensazione di “non farcela più” dovesse intensificarsi, non restare solo: chiedere aiuto subito è un atto di cura, non di debolezza.
Non ho capito se è ancora in cura da uno psicoterapeuta, vorrei chiarire che psichiatra e psicoterapeuta non fanno lo stesso lavoro. Lo psichiatra usa i farmaci per abbassare l’intensità dei sintomi quando il sistema è troppo attivato; lo psicologo lavora sul significato, sui meccanismi che mantengono l’angoscia e sulle strategie per riprendere controllo. I farmaci, quando servono, non sostituiscono il lavoro psicologico, ma lo rendono possibile. 
Se sei ancora in cura da uno psicoterapeuta ti invito nuovamente a parlargli di questo malessere, in caso contrario tornare in cura dallo stesso o da un nuovo professionista così da approfondire a cosa è dovuto questo malessere e vedere come poterlo affrontare insieme.
Con affetto
Dott.ssa Bacchi