Triangolo amoroso

Buongiorno, ho avuto una relazione con una donna di 50 anni che da 20 anni vive con il partner storico, senza figli. Ci siamo innamorati a prima vista. Io in lei avevo trovato la persona che cercavo tutta la vita. Eravamo praticamente identici in tutto (vegani, salvare animali, rispetto per la natura, empatici, onesti, vedute, molto amore e sesso trasgressivo). La relazione è durata un anno. Mi aveva fatto conoscere sua sorella, voleva farmi conoscere sua madre, diceva che avremmo potuto avere dei figli bellissimi, che ero l'amore della sua vita, che gli unici maschi della sua vita eravamo io e suo nipote di 8 anni. Quando le chiesi di trasferirsi da me più volte, lei era incerta. A parte un paio di cene al ristorante e tante passeggiate in natura e nel paesino dove viveva con il partner, ci vedevamo solamente dopo il lavoro per un paio di ore, comunque spesso a casa mia. Mai durante il fine settimana e mai durante le sue ferie.

Non avevamo mai trascorso una notte insieme perché lei tornava a casa sua a dormire nello stesso letto con il partner. Questo mi faceva impazzire. Lei diceva che non avevano rapporti sessuali da 10 anni. Io non le credetti perché, se fosse stato vero, avrebbero dormito in due stanze separate. Comunque andai avanti nella speranza che un giorno venisse a vivere da me. Avevamo cominciato sempre più a litigare: io perché ero geloso e arrabbiato della situazione del letto condiviso e perché non si decideva a vivere con me, e lei perché la volevo lasciare più volte. Arrivò il giorno che le dissi addio. Lei mi pregava più volte di tornare da me, sistemare le cose e venire a vivere con me. Io non le diedi più bado.

Comunque mi mandava quasi ogni giorno sms con contenuti di animali salvati, canzoni rock, ogni tanto mi chiedeva come stavo e diceva che era contenta di essere rimasti amici. Con il tempo i messaggi si diradavano, anche perché erano durati per un anno intero, fino a quando un giorno le chiesi di prendere un caffè insieme. Lei mi disse che è un anno in terapia da uno psichiatra per causa mia, che aveva molto sofferto con me e che soffre ancora oggi. Mi disse di essere felice con il partner storico e che non vuole più vedermi. Secondo voi: dice la verità di essere in terapia? Dice la verità di non aver avuto sesso con il partner storico condividendo il letto? Se era felice con il partner, perché mi mandava sempre sms e soffriva ancora? Secondo voi è una donna poliamorosa, bugiarda oppure è un caso della vita? Comunque io sono da un anno in depressione e molto arrabbiato perché penso che lei mi abbia usato per risistemare i problemi che aveva con la relazione a casa sua.

Saluti
Roberto

Buongiorno,
capisco quanto questa storia le abbia lasciato dentro confusione, rabbia e anche dolore. Quando una relazione nasce con un’intensità così forte e poi si interrompe in modo non chiaro, è molto facile restare agganciati a domande su “chi diceva la verità” e “cosa era reale”. Quello che descrive sembra una relazione molto intensa, ma anche strutturalmente ambivalente fin dall’inizio: da una parte lei le ha espresso amore, progettualità, desiderio di futuro insieme; dall’altra, nella pratica, non ha mai modificato concretamente la sua vita (convivenza, notti insieme, fine della relazione storica). Questo tipo di scarto tra parole e azioni è spesso ciò che genera più sofferenza, perché crea speranza e frustrazione insieme.
Le sue domande (“diceva la verità?”, “è poliamorosa o bugiarda?”) sono comprensibili, ma rischiano di portarla fuori dal punto centrale: non è tanto possibile sapere con certezza cosa lei provasse o quanto fosse coerente, quanto piuttosto osservare l’effetto che quella relazione ha avuto su di lei.

Anche i messaggi dopo la rottura possono avere molte funzioni: mantenere un legame affettivo, senso di colpa, attaccamento, abitudine emotiva. Non necessariamente indicano chiarezza o intenzione di costruire qualcosa.
Sul tema della terapia: non abbiamo modo di verificarlo e, dal punto di vista psicologico, non è nemmeno il punto centrale. Anche se fosse vero, o anche se non lo fosse, non cambierebbe la realtà della sua esperienza emotiva.

Quello che invece mi sembra importante è ciò che dice su di lei: parla di depressione, rabbia e senso di essere stato usato. Questo è il nodo più delicato, perché indica che la ferita non è solo la fine della relazione, ma il significato che questa fine ha assunto dentro di lei. In questi casi può essere utile spostare la domanda da “che tipo di persona era lei?” a “che cosa ha attivato in me questa relazione e perché mi è così difficile lasciarla andare?”. È lì che si può iniziare a lavorare sul dolore.
Se sente che la depressione sta durando da un anno, Le consiglierei davvero uno spazio psicologico per elaborare questa perdita e sciogliere il legame ancora attivo, più che continuare a cercare una verità definitiva su di lei.
Se volesse contattarmi per parlare di quanto sta vivendo in modo più approfondito sono disponibile anche per sedute online.

Con affetto,Dott.ssa Bacchi

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