Come andarmene da casa da dei genitori severi e emotivamente assenti senza sentirmi in colpa?
Ciao scrivo Grace, ho quasi 18 anni, e vivo in una famiglia con dei genitori di origine straniere e molto religiosi, sono da sempre stata cresciuta con frasi del tipo "fai questo" "no non puoi fare quello" "devi vestirti così" ecc.., il punto è che all'inzio per me era normale anzi non mi faceva stare male, era tutto ok, ma poi col tempo con i social e stando con gente della mia età mi sentivo molto diversa, piano piano ho cercato di capire chi fossi, i social mi hanno aiutato un po' direi. Facendo così ho capito che ero triste, non mi sentivo amata dai miei genitori, avevo capito che quello che facevano era sbagliato però provavo sempre un forte senso di colpa, perché a causa loro mi sono sempre sentita una stupida, che non sapessi fare niente. A causa loro ho perso forse gli anni migliori quelli dell'adolescenza, al posto di stare fuori con i miei amici a divertirmi ero sempre a casa, non perché lo volessi ma perché da ragazza religiosa non era visto bene per mia mamma che io stessi fuori così. Mi hanno cresciuto con l'idea che fossi sbagliata, nell'ultimo periodo piangevo anche se non facevano niente, perché io vorrei un sacco dire che almeno un pochino mi sento bene con loro ma purtroppo non è così non poso mentire, per quanto ci possano essere dei momenti belli, io non mi sentirò mai accettata da loro, mi sentirò sempre giudicata, per questo dico sempre che certe volte mi sento un estranea a casa mia, certe volte mi dimentico anche che loro siano i miei genitori, i miei cari mamma e papà. Per questo da poco ho avuto questo istinto fortissimo di volermene andare, non posso adeso perché vorrei prima diplomarmi, ma poi andarmene per l'università, la sceglierei lontano apposta così che devo per forza prendere un abitazione lì per me. Ho paura che i miei genitori non accettino questa cosa e se fosse così, io me ne andrei comunque perché non so cosa potrei fare rimanendo qua, ma so che starei male, molto male. Però ciò che mi fa stare male, è che anche se loro mi trattano così di schifo e che non mi fanno sentire amata, io mi sento comunque in colpa, mi sento in colpa di averli delusi, di farli fare brutta figura ecc... Io so che ho ragione per come mi fanno sentire ma perché devo sentirmi in colpa? Certe volte mi metto a piangere perché avrei voluto avere una famiglia più amorevole. Mio padre è quello che preferisco di meno, dice sempre i miei affari ai suoi fratelli, mi fa sentire una cacca quando non so fare una minima cosa, non c'è mai perché lavora sempre, e le poche volte che c'è rompe le palle perché non parlo con lui, mi sembra ovvio, cosa dovrei dirti, li vorrei ricordare che è lui che ci dovrebbe provare non io, anzi io ci provo pure ma quando decido di parlargli subito dopo mi ritrovo a piangere, quindi con lui provo "meno" amore, meno senso di colpa perché non c'è mai. Ma mia mamma io a lei voglio molto bene, passiamo dei momenti stupendi a volte anche che durano secondi però belli, certe volte è così carina, non passiamo tantissimo tempo insieme e neanche parliamo tanto, perché quando sono con lei ho meno ansia di quando sto con mio padre, mia mamma mi fa stare più tranquilla. Però se fosse così bello non sarei qui a palarne, ci sono momenti in cui mi fa strano male anche lei, magari quando mi sento bella e mi preparo mi sento giudicata, come se mi sentissi una poco di buono, oppure non posso vestirmi come mi pare per motivi religiosi, in generale per sintetizzare, mia mamma la amo per questo quando mi fa stare male ci rimango male di cuore e mi fa soffrire invece quando lo fa mio padre è più rabbia. Spero di aver spiegato bene, grazie e ciaoo.
Cara Grace, grazie per aver raccontato qualcosa di così personale. Da quello che scrivi emerge quanto tu abbia passato molto tempo cercando di adattarti alle aspettative della tua famiglia, mettendo forse da parte parti importanti di te per non deludere chi ami.
Una cosa che mi colpisce è il senso di colpa che descrivi. Ti chiedi: "Se loro mi fanno stare male, perché mi sento comunque in colpa?". In realtà è molto comune. Quando cresciamo con l'idea che l'amore dei genitori sia legato al fare la cosa giusta, al rispettare certe regole o al non creare problemi, può diventare difficile distinguere tra "sto facendo qualcosa di sbagliato" e "sto semplicemente cercando di essere me stessa". Il senso di colpa non significa necessariamente che tu stia sbagliando: a volte significa solo che stai facendo qualcosa di diverso da quello a cui sei stata abituata.
Allo stesso tempo, mi sembra importante non ridurre i tuoi genitori solo agli aspetti che ti hanno fatto soffrire. Tu stessa racconti che con tua mamma ci sono momenti belli e che le vuoi bene. Questo è un elemento importante: si può amare una persona e allo stesso tempo riconoscere che alcuni suoi comportamenti ci feriscono. Le due cose possono convivere.
Arrivata quasi ai 18 anni è anche normale iniziare a chiederti chi sei al di fuori delle aspettative familiari. Crescere significa anche costruire la propria identità, scegliere i propri valori e capire quali parti della famiglia vogliamo portare con noi e quali invece vogliamo trasformare. Questo però non significa dover fare tutto in modo impulsivo o trasformare la distanza fisica nell'unica soluzione possibile: andare via per l'università può essere una scelta importante di autonomia, ma può essere utile prepararla con calma, anche dal punto di vista pratico ed emotivo.
Nel frattempo, forse potrebbe aiutarti chiederti non solo "quanto mi hanno limitata?", ma anche "chi sono io quando non sto cercando di accontentare qualcuno?". Quali sono le cose che ti piacciono? Che tipo di persona vuoi diventare? Quali relazioni ti fanno sentire accettata?
Se senti che il peso di questa situazione è molto grande, puoi contattarmi quando vuoi, ricevo anche online e ti accoglierei volentieri per lavorare proprio su questo: il senso di colpa, il rapporto con i tuoi genitori, il bisogno di sentirti vista e la costruzione della tua autonomia. Non perché ci sia qualcosa di sbagliato in te, ma perché stai affrontando un passaggio molto delicato della tua vita e meriti uno spazio in cui poter essere semplicemente Grace.
Con affetto
Dott.ssa Bacchi