Dott.ssa Francesca Gervasoni

Dott.ssa Francesca Gervasoni

Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Terapeuta Emdr

Crisi di ansia dovuta allo studio

Buongiorno Dott..re Sono preoccupata per mia figlia che ha 23 anni,e che da più di 1 anno le vengono vere e proprie crisi di ansia dovuta allo studio.Dopo la maturità mia figlia ha voluto prendersi un periodo di stop dagli studi,perchè voleva trovare subito un lavoro che la rendesse indipendente,ma dopo più di 1 anno che è stata a casa senza far nulla,ha deciso di iscriversi alla facolta di scienze dell'educazione.In quasi 2 anni ha fatto solo 5 esami con una media del 28.Io e suo padre siamo sempre stati soddisfatti di lei,ma ad un certo punto è capitato che mentre studiava le venivano delle crisi di pianto,paura,tachicardia,e tremori,tanto che le ho consigliato di non studiare per qualche tempo.Dopo qualche mese mia figlia ha deciso di lasciare glia studi e noi a malincuore abbiamo accettato.Ora ci ha ripensato dopo 8 mesi che non prende un libro in mano e si è iscritta al 3 anno,ma vedo di nuovo nei suoi occhi quell'ansia. Vi chiedo come mi devo comportare,quali aiuti posso dare.Lei è molto insicura,e anche se è brava non ne è consapevole Grazie

Gentile signora,

i sintomi di sua figlia fanno ipotizzare un problema d’ansia.

Al di là dell’aspetto scolastico, che lei mette bene in luce, come vede sua figlia? Negli altri ambiti di vita come le appare? Ha amici? Ha una vita sociale? Come stava quando è rimasta a casa dall’Università?

Si possono fare parecchie ipotesi, quelle più semplici sono che sua figlia soffra di ansia da prestazione, che pensi di non essere all’altezza, di non potercela fare, che tema di sbagliare, che abbia paura del giudizio, che abbia bassa autostima; purtroppo gli elementi che riferisce sono troppo pochi e soprattutto per sapere come sta sua figlia, bisognerebbe parlare direttamente con lei, chiederglielo; offrirle ascolto, accettazione e supporto incondizionati, mettere in luce le sue risorse, i suoi punti di forza, i risultati raggiunti; sostenerla nelle sue scelte sia che siano scolastiche sia che siano professionali, incoraggiarla, permetterle di sbagliare, trasmetterle l’idea che lei vale ed è importante ed amata al di là dei suoi risultati all’università. Ammesso che se la senta di farlo, nel caso in cui ciò non fosse sufficiente, la inviterei a dare a sua figlia la possibilità di andare a parlarne con uno psicoterapeuta in modo che insieme possano approfondire la questione e formulare ipotesi più precise riguardo al malessere percepito e di conseguenza identificare strategie efficaci che permettano a sua figlia di sbloccarsi. Nel frattempo cerchi di trasmettere a sua figlia la maggior serenità possibile: chi soffre d’ansia beneficia di un ambiente sereno. Spero di esserle stata utile, cordialmente,