Difficoltà relazionali

Buonasera, sono una ragazza di 22 anni.
Sono sempre stata timida, ma dai 16 ai 19 anni ero riuscita ad aprirmi, le persone mi scrivevano, mi cercavano, ero un po' l'anima della festa, anche se solo tra gli amici.
Due anni fa, a causa di un periodo di forte stress che non sono riuscita a gestire, ho trattato male alcune persone a me molto vicine. Arrivando addirittura a prendere a schiaffi il mio ragazzo, poiché tra rabbia, stress e ansia, non riuscivo più a gestirmi.
Questo ha fatto sì che quelle persone si sono allontanate da me, giustamente. Col passare del tmepo con alcune ho ripreso i rapporti, ovviamente scusandomi.
Da allora però mi sono ritrovata sola, nel senso che ho amici che vedo poco però, sono più che altro io a cercarli, e non riesco a fare nuove amicizie. Ho la perenne sensazione di essere guardata male e che le persone sparlino di me o abbiano messo in giro strane voci sul mio conto. Questo mi ha portato ad avere anche qualche piccolo attacco di panico in contesti sociali e relazioni.
Non so più come fare, non ho nemmeno più il coraggio di scrivere alle persone che conosco, che non siano miei amici stretti.
Mi sento sola, nemmeno all'università sono riuscita ad instaurare delle relazioni.

Ciao Gabriella

leggo questa domanda soltanto oggi, e spero che in questi 6 mesi tu abbia avuto modo di prendere in mano la situazione e che sia anche già risolta. Tuttavia la tua "lettera" mi ha incuriosito e quindi ho deciso di provare a darti un mio consiglio.

Aristotele diceva "l'uomo è un animale sociale" e credo che sia un sacro diritto di chiunque avere la possibilità di poter vivere una propria socialità.
Da quanto percepisco dalle tue parole questo tuo diritto tu non lo senti più. O meglio, non te lo stai concedendo.
Nonostante il tuo desiderio di comunicare e di farti avanti con le persone al tempo in cui ti sei rivolta a questo portale, qualcosa in te non ti permetteva di MERITARTI l'amicizia. Come se questo periodo "di forte stress che non sei riuscita a gestire" avesse scoperto delle carte che ormai sono li, scoperte sul tavolo e tutti possono vederle. Ma forse hai bisogno di guardare la cosa da un'altra prospettiva: tu non sei raffigurata da quelle carte. Quella è una vecchia fotografia, e se riuscissi a guardarla da vicino vedresti che oltre ad essere vecchia, è anche sbiadita e sciupata, sepolta da migliaia di altre carte che ti rappresentano differentemente.
Però tu sai che quelle carte ci sono. Correggimi se sbaglio, ma probabilmente se ti avessi davanti ti chiederei se in qualche modo ti senti un'impostrice.
In quel caso sarebbe anche normale sentirsi il giudizio degli altri addosso.

Spero che ad oggi non sia più così, ma qualora vivessi tutt'ora questa condizione ed avessi bisogno di un consulto, sappi che puoi contattarmi, oppure andare a dare un'occhiata sul mio sito: www.francescobeligni.it, dove potrai trovare qualche spunto di riflessione utile.

Cari saluti ed in bocca al lupo

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Dott.ssaMonica Mazzini

Psicologa, Psicoterapeuta - Brescia

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