Fobia piccioni

Buongiorno. Da adulta ho sviluppato una fobia che riguarda i piccioni, sono terrorizzata dalla loro presenza, anche se non li vedo ma ne sento il fruscio delle ali. Non so come sia venuta, né riesco a liberarmene, sebbene cerchi di razionalizzare questo assoluto terrore. Grazie se mi aiuterete a comprendere perlomeno come possa essersi sviluppata questa paura, così da tentare un approccio per liberarmene. Vivo a Roma e qui siamo circondati da questi animali purtroppo, anche una passeggiata per me facilmente diventa un problema.

Gentile utente 

grazie per la condivisione!

In ottica CMT, più che chiederci soltanto “da dove viene questa fobia?”, può essere utile domandarci quale funzione abbia assunto nella sua storia.
Non sempre, infatti, una paura intensa nasce da un singolo episodio traumatico chiaramente ricordabile.
Il piccione potrebbe essere diventato il segnale concreto di un pericolo che il suo sistema emotivo ha imparato ad anticipare.
Il fruscio delle ali, infatti, sembra sufficiente ad attivare l’allarme ancora prima che lei possa verificare razionalmente la situazione.
Per questo “razionalizzare” spesso non basta: una parte di lei sa che non c’è un pericolo reale, mentre un’altra continua a sentirlo.
In ottica CMT esplorerei anche quali significati accompagnano la paura: perdita di controllo, invasione, imprevedibilità, contaminazione o impossibilità di proteggersi.
È importante inoltre osservare cosa teme esattamente possa accadere quando un piccione si avvicina.
Evitandoli, comprensibilmente, ottiene sollievo immediato, ma la paura può così continuare a percepirli come qualcosa da cui è necessario fuggire.
Il lavoro terapeutico può quindi integrare la comprensione del significato personale della fobia con un’esposizione molto graduale e concordata.
L’obiettivo non è costringersi a non avere paura, ma fare nuove esperienze di sicurezza che progressivamente disconfermino ciò che oggi il suo sistema di allarme prevede.
un caro saluto

dr.ssa G. Bolzoni

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