Dott.ssa Gaia Cuzzocrea

Dott.ssa Gaia Cuzzocrea

PhD, Psicologa, Psicoterapeuta in formazione

Come si risolve?

Ciao, sono Beatrice ho 24 anni e vivo a Roma. Mi fa strano scrivere qui, eppure era l’unico modo per aprirmi. Sono in un burn out che dura da un bel po di mesi. Studio e sono al termine, dovrei laurearmi a Luglio. la cosa che più mi spaventa sono questi tre ultimi esami che ho. ho mentito alle persone a me care, a riguardo. Penso di averlo fatto per il semplice ed unico motivo che sento questa pressione addosso di dover fare tutto di corsa. questo mi porta a non concentrarmi nello studio e soprattutto a prendere decisioni azzardate. penso sempre al peggio, penso che l’unica soluzione sia quella di togliermi la vita. l’ho fatto un sacco di volte, sento che l’unica via d’uscita a questo grande errore commesso, non sia quello di presentarmi e passerei questi esami, bensì quello di aprire la finestra e buttarmi di giù. Vivo da sola, e in molti momenti mi sono ritrovata al limite. Ma ogni volta che ero sul punto di farlo, tornavo indietro per la paura. la paura ancora non so di cosa, perché poi appena ritorno lucida, continuo a vedere tutto buio e a vedere come unica soluzione quella di non esserci più. non riesco a dormire bene la notte e non riesco a chiedere aiuto ai miei genitori perché il loro unico pensiero sarebbe quello che gli ho mentiti, per l’ennesima volta. Sì ho mentito e mento tante volte, tendo a nascondere la verità, soprattutto riguardo gli studi, perché è come se volessi evitare di deluderli, ma allo stesso tempo lo faccio. è come se volessi “illuderli” per non fargli preoccupare e ritrovarmi poi da sola ad affrontare i mattoni. Ma davvero io ora non sono più in grado. Devo sì mettercela tutta per passare questi esami e laurearmi tra due mesi, ma allo stesso tempo nella mia mente c’è sempre quella vocina che mi dice “ se va male cadi nel burrone”. Eppure ho una vita molto attiva, ho molti amici, sono fidanzata, faccio molte attività extra ricevendo anche molte soddisfazioni. Ma non vedo il mio futuro, vedo che finirà perché ho nella mente sempre quel pensiero. Quel pensiero dovuto a questo stress causato dalla mia bugia, e non perché non volessi studiare, ma perché mi sono resa conto che dall’anno scorso sono bloccata, sono in un burnout che mi divora dentro. Non so a cosa sia dovuto, e mi capita ogni volta che sono al termine di un percorso, principalmente di studi. Mi accordo che la pressione che ricevo o meglio che penso di ricevere da parte dei miei genitori mi porta a mentire e bloccarmi. Ma io ora ho bisogno di sbloccarmi di reagire. Come risolvo tutto questo? sono andate molte volte in terapia e poi ho lasciato. Io come lo affronto? come chiedo aiuto?

Credo sia molto importante, intanto, che abbia trovato il modo di raccontare ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sofferenza molto intensa, che credo sia importante non ridurre soltanto alla difficoltà di affrontare gli ultimi esami o alle bugie raccontate ai suoi genitori. Sembra piuttosto che, quando sente di avvicinarsi alla conclusione o a un momento saliente di un percorso e aumenta la pressione che avverte su di sé, qualcosa diventi per lei estremamente difficile da sostenere, che si tratti degli studi o della psicoterapia. Mi colpisce soprattutto la frequenza con cui il pensiero autolesivo ritorna e il fatto che racconti di essersi trovata più volte vicina a compiere un gesto concreto. Questo merita di essere preso molto seriamente ed è importante che non rimanga sola a gestirlo. Le suggerirei di rivolgersi quanto prima a un professionista o a un servizio territoriale che possa accoglierla e aiutarla a comprendere e affrontare le dimensioni che descrive. Nei momenti in cui dovesse sentire che questi pensieri diventano più intensi o difficili da controllare, è importante che non rimanga sola e che si rivolga immediatamente a qualcuno che possa aiutarla, anche attraverso i servizi di emergenza. Credo possa essere importante trovare uno spazio nel quale non debba dimostrare di riuscire a fare tutto, né proteggere gli altri da una possibile delusione, ma possa iniziare a comprendere cosa renda per lei così insostenibile la possibilità di fermarsi e dare significato e forma alle dinamiche che sembrano acuire la fragilità che descrive. Gli esami e la laurea potranno essere affrontati un passo alla volta. In questo momento, però, la priorità è lei e la sua sicurezza.

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