Dott. Giancarlo Gramaglia

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Dott. Giancarlo Gramaglia

psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista

Le insegnanti mi dicono che mio figlio non sa disegnare bene

Buongiorno, mio figlio Filippo ha 4 anni. Ha cambiato scuola quest’anno ( è passato da una scuola infanzia privata ad una pubblica): Le maestre mi dicono che: a scuola sembra distratto; non disegna bene e non argomenta eventuali scarabocchi; se le maestre lo riprendono lui a volte le ascolta a volte no; gioca con i compagni anche se a volte interrompe il gioco se non si fa come dice lui o se semplicemente viene attratto da altro; se interpellato a volta dice la verità, a volte inventa storie fantastiche, a volte non risponde; in ultimo non sta sempre fermo. Morale: lo porti da PSICOLOGO. Faccio qualche premessa: Non è l'unico bambino della classe a cui sono state evidenziate certe ploblematiche ( a quanto pare a tutti i maschietti e alcune femminucce). A casa appare distratto solo se sta guardando la TV, rispetta le regole ( il non si fa è NON SI FA gli va ripetuto), capricci ne fa : ad esempio non si vuole sempre vestire da solo o non vuole raccogliere i giocattoli; passa ore a fare costruzioni con i LEGO, gioca con i suoi amichetti senza entrarvi in conflitto, vuole dipingere e colorare. Ha una sorellina di 2 anni con la quale litiga/gioca. Entra in conflitto con me dicendomi che sono Cattiva se non gli faccio fare cio che vuole e sempre piu spesso afferma “ io non sono capace” “ il mio cervellino è piccolo e mi fa fare sciocchezze”. Il fatto che non sappia disegnare è così preoccupante ? Possono le insegnati nascondersi dietro il “blocco emotivo” se non argomenta?la cosa che piu mi preoccupa è che Filippo a lungo andare si convinca di non saper fare le cose. Ringrazio anticipatamente per ogni eventuale consiglio.

Buonasera Gaia, come da lei, correttamente premesso, alcune delle "problematiche" manifestate da suo figlio non sono presenti soltanto in lui ma anche da alcuni, se non tutti, dei suoi suoi compagni. Il bambino ha solo quattro anni e a quest'età chi non fa "capricci". Inoltre, dalla sua lettera emergono le differenze tra: Filippo-studente e Filippo-figlio, differenze che potrebbero sottolineare l'inadeguatezza dell'ambiente scolastico che il bambino frequenta. In conclusione, prima di giungere ad etichettare le problematiche di Filippo (come "blocco emotivo"), le proporrei di rivolgere la propria attenzione, non tanto sul "cosa non vada o non sappia fare" suo figlio, ma, sulla situazione scolastica presente (insegnanti e competenze relative), e solo successivamente magari riflettere su un'eventuale trasferimento del bambino in un altro istituto, e soprattutto come, anche da lei riportato, sostenerlo nella crescita di una sana autostima.
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