Dott. Giancarlo Gramaglia

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Dott. Giancarlo Gramaglia

psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista

Non riesco a stare lontano da lui. Mi viene l'ansia, angoscia, paure, crisi.

Salve . Premetto che la mia situazione è abbastanza complicata e riesco a malapena a scrivere ma ho bisogno di aiuto ,un aiuto serio e valido. Sono fidanzata da 5 anni ed ho sempre avuto un rapporto Fantastico e unico con il mio ragazzo ,ci siamo sempre rispettati amati e sopratutto siamo sempre stati complici di vita affrontando insieme le avversità . Devo dire che sono stati anni consistenti ed abbiamo fatto un ottimo lavoro di crescita insieme ,consideri che avevo 16 anni quando l'ho conosciuto,oggi è un rapporto di dipendenza a tutti gli effetti. Con ciò non voglio dire che se stiamo lontani siamo perduti e che non riusciamo a far nulla distanti uno all'altro anzi!! Sappiamo rispettare i nostri momenti tutti!Parlo di dipendenza in quanto, se siamo assieme con gli amici ed ognuno è preso dai propri discorsi con persone diverse, dopo un po ci cerchiamo con lo sguardo e ci avviciniamo dandoci anche solo un bacio per bisogno ...oppure quando c'è un problema da risolvere ecco che subito siamo li prontissimi ad affrontarlo insieme .Abbiamo un rapporto con basi molto solide .In altre parole il rapporto che tutti sognerebbero di avere :complicità ,rispetto,libertà ,comprensione e una forte percezione del "noi" come coppia. Ci amiamo ma nonostante tutte queste cose bellissime c'è qualcosa che ci divide. Apparteniamo, potremmo dire, a famiglie con ideali completamente diversi! abbiamo già affrontato questo problema all'inizio della nostra storia e lui in casa non era ben gradito. Sono passati anni ormai da allora e abbiamo lottato. Prima eravamo piccolini ora mi rendo conto che il problema non era solo lui, per la mia famiglia... è anche il mio!. Crescendo si sono formate le personalità,valori ,ideali e quant'altro .Questi ovviamente completamente differenti e per me inaccettabili quasi.Non voglio crescere dei figli e trasmettere loro ideali sbagliati per me sono troppo importanti.Eppure sento che infondo c'è un bellissimo rapporto... La storia non è conclusa è a metà ,è difficile dovere semplificare la mia vita in un discorso. Ho conosciuto una persona...premetto che giudico il tradimento, è inaudito e ho sempre considerato la fedeltà un valore .Non è il gesto in se che è tragico bensì il significato:insoddisfazione al livello affettivo e sessuale. Questa persona che ho conosciuto è entrata a far parte della mia vita con una bellissima amicizia creatasi nel mio gruppo compreso con il mio ragazzo. Stando con lui ci siamo parlati molto ,confrontati ...lunghissime chiacchierate ed abbiamo scoperto che ogni questione era un motivo di dialogo per noi due. Ho iniziato a pensarlo tanto ,per lunghi mesi l'ho pensato tacendo. Un giorno è successo qualcosa... gli ho detto che c'era un interesse particolare nascosto per lui... mi ha rivelato di provare lo stesso interesse. A seguito ,c'è stato un lungo periodo di distacco perchè avevo paura di tradire ;sebbene mi reputo esser padrona di me.Ma l'esposizione al pericolo c'era sempre. ...Un giorno ci siamo visti per caso ero tranquilla ,abbiamo parlato come sempre ma poi improvvisamente è scattato un bacio !è stato un attimo ,un attimo di distrazione ...non ci potevo credere. è scattata subito l'autocommiserazione. Di li a poco abbiamo iniziato a sentirci tutti i giorni e ci siamo visti 3 volte sole ,momenti indimenticabili unici ...emozioni uniche .Con lui mi sento a casa. Come disse il grande Bukowski come fai a dire che ami una persona se li fuori ce ne sono altri che potresti amare di più? Lui è pazzo di me, ha una relazione a distanza con una donna che vede raramente.. è un tipo chiuso al livello emotivo, si tiene dentro tutto e nasconde la sua persona alla gente tranne che a me. Ci amiamo ,non sono illusa sono una persona molto coscienziosa nonostante abbia fatto questo schifo...il tradimento non è sempre uguale, a volte ci sono situazioni particolari come queste che ovviamente non giustifica un bel niente. LA parte terminale della storia fa riferimento al fatto che , da un po di tempo lui ha deciso di non sentirmi più in termini amorosi e di restare amici. Ovviamente il mondo mi è crollato a dosso, ho rinunciato a tutto per lui...ai miei valori più grandi. Il mio problema :non riesco a starli lontano ...siamo stati qualche giorno senza sentirci per niente ed io crollata !Ansia, angoscia, paure ,crisi..... lui vedendomi così male mi sta vicino mi chiama mi informa . In questo momento il problema si è anche lui ,ma principalmente il mio . Cosa posso fare per non avere quei disturbi psicologici ?Sono molto forti e sorgono in momenti improvvisi ,non quando penso alla situazione anzi..solitamente quando sono tranquilla si manifesta una sorta di perturbazione emotiva. AIUTO !!
Buonasera, I sintomi elencati sono un chiaro segnale di un suo problema reso esplicito dalla particolare situazione sentimentale che sta attraversando. Lei si definisce dipendente, a risaltare ciò vi è la presenza costante di una figura maschile al suo fianco. Che questa continua ricerca dell’altro non abbia un diverso significato? Quello che a mio parere guida ogni sua azione è la ricerca dell’altro in funzione dell’altro, non in funzione di sè stessa, idealizzando un rapporto o il ragazzo. Ed ecco che subentrano le ansie e le angosce: ripongo nell’altro la mia ricerca di soddisfazione, lo idealizzo e nel momento in cui resto sola crolla il mondo. In questo circolo vizioso si trova inserita la persona che ripiega nell’altro i propri problemi di varia natura. Imparare a convivere con ogni piccola negatività che si presenta durante la storia della propria vita è un compito difficile ma importante. Imparare a credere in sé stessi e non nell’essere accettato o rifiutato dall’altro come se l’esito di una storia d’amore sia il nostro personale biglietto da visita con il quale ci presentiamo. In lei c’è molto da cui può imparare, per conoscersi e per vivere l’amore in quanto tale con i suoi tempi e le sue peculiarità. L’ansia può combatterla in sè stessa (perché come anche lei sostiene è un problema suo) e non attraverso la ricerca insaziabile di una figura che le stia vicino (il ragazzo). L’accettazione del rifiuto, prima, e del “riuscire a stare sola con sè stessa” sono a mio parere le questioni su cui lei può riflettere a fronte di una crescita sul piano relazionale nel bene di ogni suo rapporto futuro.
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