Dott.ssa Gilda Di Nardo

Dott.ssa Gilda Di Nardo

Psicologa, Psicoterapeuta

Come faccio a riportare da me mia figlia adolescente?

Mia figlia ha 14 anni e frequenta il Liceo. Dall’estate dopo la terza media sono iniziati i problemi: primo ho scoperto che si era fatta un profilo falso, da ragazzo per giunta, su Instagram, poi ha attraversato la città con una compagna di classe appena conosciuta per andare a comprare del fumo, poi la sigaretta elettronica, le sigarette, bugie una dopo l’altra, parolacce e bestemmie scritte sui social in più la trovo alle tre di notte che si è rialzata per controllare i messaggi o a parlare tranquilla. Le ho trovato dei tagli fatti con la lametta sul braccio, dice perché avevamo litigato. Ma quello che mi preoccupa di più è che non riesco a scambiarci una parola: o sta chiusa in bagno o sta chiusa in camera o ci sono le attività o vuole uscire. L’ho persa. Come faccio a riportarla da me? pensavo fosse un periodo ma è sempre peggio. Sono disperata, ho paura che si metta nei guai.

Cara Sabina,

quanto riferisce di sua figlia non è così raro nel mondo degli adolescenti di oggi. Credo sia importante dare attenzione a queste situazioni e arginarne i rischi; visto che dice che non riesce a parlare con sua figlia ed evidentemente le regole che le avrà dato non bastano a tenerla lontana dai guai, potrebbe chiedere a sua figlia se le va di parlare con un professionista chiarendo che lei comprende che da adolescente non possa e non debba comportarsi da adulta ma che comunque alcuni comportamenti secondo lei come madre non vanno bene o non riesce a comprenderli. E' importante che faccia capire alla ragazza che non vuole giudicarla ma darle la possibilità di confrontarsi e confidarsi con qualcuno, che vuole supportarla insomma. Se lei dovesse accettare, credo dopo poco tempo inizierà a vedere i risultati e il miglioramento anche del vostro rapporto. Se non dovesse accettare non molli sulle regole e sul ribadire l'importanza di ciò che è giusto e ciò che non lo è, se mai potrà prendere in considerazione la terapia famigliare ( che tuttavia deve passare per la volontà di partecipare di sua figlia) o delle consulenze per lei che potrà trovare almeno conforto nelle indicazioni di un esperto e un ascolto empatico. Un caro saluto.

 

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Dott.ssaPamela Rigotti

Psicologo, Psicoterapeuta - Udine - Gorizia

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