Dott.ssa Giulia Mazzoni

Dott.ssa Giulia Mazzoni

psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

Figlio adolescente estremamente irrispettoso e violento

Buongiorno,
sono la mamma di un difficile ragazzo di 15. Scrivo perché, purtroppo, dopo l'ennesimo episodio di violenza verbale e fisica, oggi sono particolarmente arrabbiata e preoccupata. Premetto che sono divorziata da due anni, il mio ex marito è uscito di casa due anni fa e, da allora, convive stabilmente con un'altra donna ed io, da circa un anno, convivo con un nuovo compagno e tra meno di due mesi mi sposerò nuovamente.

Mio figlio, fino ai 12 anni circa, ha vissuto con due genitori che si sopportavano e senza vedere mai slanci e dimostrazioni di affetto tra di loro, ma senza vedere nemmeno liti furibonde o situazioni violente.

La separazione è stata voluta dal mio ex marito, ma, fondamentalmente, voluta da entrambi. I rapporti, attualmente, sono civili e cooperativi. Mio figlio è stato affidato a me ed il papà lo vede principalmente ogni 15 giorni, fatta eccezione per qualche sporadica uscita infrasettimanale. Tutto ciò premesso, devo ammettere che, nonostante mio figlio sia cresciuto amato e coccolato, con due genitori sempre presenti ed amorevoli, a partire dagli 8/9 anni ha iniziato a dimostrare una certa freddezza nei nostri confronti ed un comportamento saccente ed arrogante.

Essendo sempre andato benissimo a scuola ed essendo sempre elogiato dalle insegnanti e da noi genitori, abbiamo dato la colpa ad una eccessiva autostima. Ha sempre avuto tantissimi amici, con i quali ha sempre assunto il ruolo di leader, ma senza essere prevaricante. I problemi, quindi, sono sorti dall'uscita di casa del padre e dall'arrivo del mio nuovo compagno.

Attenzione, lui ha sempre dimostrato estrema empatia nei confronti dei compagni dei genitori, instaurando un rapporto sereno e complice che, però, soprattutto con il mio compagno con il quale convive anche lui, ora è sfociato nell'abuso di confidenza e nella mancanza di rispetto sia verbale, sia fisica. In pratica, lo stesso trattamento che elargisce a me, lo utilizza anche con il mio compagno. E' irrispettoso al limite della decenza; ci apostrofa con continui insulti (che a suo dire sono "per scherzare") e risponde ad ogni richiesta, sia perentoria, sia gentile, con epiteti non ripetibili.

Quando vuole dobbiamo essere disponibili ad ascoltarlo ed a sua disposizione per accompagnarlo e riprenderlo a qualsiasi ora. Se metto dei veti o "paletti", li rispetta, ma non senza aver sciorinato improperi di ogni genere. Sfida ogni adulto di riferimento: dalla mamma, al papà, all'insegnante, all'allenatore. E' in pieno delirio di onnipotenza.

Se mi permetto di riprenderlo a muso duro, mi si para sotto il naso promettendomi "una lezione". Mi offende e mi ritiene la sua serva. Il padre è "non pervenuto"; l'unico consiglio che mi da è di lasciarlo perdere ed alle mie richieste di parlarci tutti e due insieme o, addirittura, di farlo stare con lui per un periodo, per vedere se cambiava qualcosa, risponde assolutamente di no e che gli dispiace per me.

Vi chiedo aiuto! Non so più come pormi con lui. Non so più come parlare con lui. Non so come "non mollare", visto che mi ritrovo davanti un ragazzo di 180 cm ed il mio compagno non può porsi nei suo confronti in maniera autoritaria, altrimenti si scatenerebbe l'inferno. Scusate, ma non riesco a trovare uno spiraglio da dove far breccia...Grazie per l'attenzione.

 

Gentile Manuela,

immagino che non debba essere facile vivere ogni giorno in una condizione così conflittuale come lei la descrive.

Certamente suo figlio sta vivendo una situazione non semplice da gestire che è composta da ben tre fattori rilevanti: l’uscita di casa del padre due anni fa, la nuova relazione della madre con un compagno con cui si è trovato a condividere la propria casa e, non ultima l’adolescenza.

Ciò che lei definisce come un abuso di confidenza nei confronti del suo compagno è probabilmente uno dei tentativi che il ragazzo fa per costruire una relazione con lui, quasi come se cercasse di “farselo piacere” a discapito della madre che invece è sempre stata al suo fianco, ma da cui, proprio perché in fase adolescenziale, sta cercando di staccarsi.

Certamente i suoi atteggiamenti aggressivi ci stanno comunicando qualcosa e teniamo presente che, il malessere non è solo vostro, ma anche e soprattutto suo.

Quello che mi posso permettere di consigliarle, pur conoscendo molto poco della vostra situazione famigliare e dei legami di attaccamento, è di trovare un momento per parlare con suo figlio esprimendo per prima la propria difficoltà e preoccupazione nel vederlo così sofferente, sforzandosi di non rimproverarlo ma di instaurare un dialogo sulla base di come state entrambi.

È stressante dover sempre gestire una conflittualità così elevata, ci si sente spesso impotenti e colpevoli come genitori, ma certamente questa è una manifestazione di disagio che, per quanto difficile da gestire, può essere compresa e ridimensionata se si riesce a trovare una corretta chiave di lettura.

Mi permetto anche di consigliarle di chiedere aiuto ad un professionista nelle prime fasi di questo percorso, vista la complessità emotiva della situazione.

Spero di esserle stata d’aiuto.