Dott.ssa Giusi Vicino

Dott.ssa Giusi Vicino

Psicologa

Indecisione tra compagno e amante

Buonasera, sono fidanzata da 18 anni, non conviviamo, ognuno vive a casa propria e ci vediamo per uscire i fine settimana. Da 1 anno ho una relazione con un ragazzo più grande di me di 10 anni. Lui non ha un lavoro. Io lavoro da sempre, il mio compagno idem, un buon lavoro ed e' benestante. Di questa persona entrata nella mia vita io sento di essere innamorata, penso sempre a lui e quando non lo vedo o non ci parlo sto male, spesso lui si distacca da me per gelosia e mi lascia nel panico perche' io sono dipendente da lui (adesso per esempio ha chiuso con me per l'ennesima volta proprio per questa mia indecisione, e mi sento morire). Tra me e lui c'è una forte passione. Non so cosa fare, sono disperata. Non riesco a immaginarmi una vita senza di lui, ci sono legata in modo importante. Non riesco a dimenticarlo anche se ci ho provato tante volte. Chiedo aiuto perche' non so cosa fare della mia vita: lasciarmi e fare un salto nel buio (con questa persona che alla fine mi offre solo il suo amore, ma zero stabilità economica o sicurezza), o rimanere nella mia confort zone (dove comunque sto bene, ovviamente dopo tanti anni non c'è quel sesso che ho con l'amante, anzi, praticamente inesistente, ma ci vogliamo bene e abbiamo tutto in comune)? Grazie delle risposte

Buongiorno, la sua situazione è un esempio di ciò che si potrebbe definire conflitto tra bisogno di sicurezza e bisogno di eccitazione. Dopo 18 anni, è comprensibile che il legame con il suo compagno sia diventato una "base sicura", ma priva di quella spinta vitale che il sesso e la passione rappresentano.

Non c’è nulla da "assolvere",  non ha colpa se vuole giustamente vivere anche di deiderio , perché il desiderio di sentirsi viva e desiderata è una spinta umana fondamentale. Lei vive una relazione che definirei di "compagnia profonda". 18 anni senza convivenza suggeriscono che abbiate trovato un equilibrio fatto anche di  indipendenza per entrambi, ma che forse ha finito per "anestetizzare" la passione, l'ha forse resa abituata alla presnza rassicurante di sicuro sostegno . E' certo che una relazione lunga offra : Stabilità, benessere economico, affetto consolidato, una storia comune.

Ma al contempo ha fatto mancare la dovuta attenzione verso l'erotismo. Come sessuologa, le dico che è normale che dopo quasi vent'anni il sesso non sia più quello dell'inizio, ma il "praticamente inesistente" crea un vuoto che lei ha cercato di colmare altrove.

Il ragazzo più grande di 10 anni rappresenta l'opposto. Qui non c'è stabilità, ma c'è intensità. Lei dice di "sentirsi morire" quando lui si allontana. Questo non è solo amore, è una dinamica di rinforzo intermittente: lui si sottrae, lei va in crisi ma poi lui torna ed il piacere è raddoppiato. Questa alternanza crea una dipendenza  simile a quella delle sostanze. I distacchi di lui per "gelosia" o per la sua "indecisione" sono segnali di una relazione basata sul potere più che sulla stabilità. Lui non offre sicurezze economiche, quindi usa l'emotività (il distacco) per tenerla legata a sé.

 Capisco che restare nella zona di comfort la fa sentire spenta e che Il "salto nel buio" la spaventa perché, razionalmente, vede che questa persona non può offrirle una base solida 

Se fossimo in seduta, il mio lavoro sarebbe quello di mostrare alternative ed è oer questo che la invito a considerare che spesso l'amante sembra "l'uomo della vita" solo perché vive negli spazi della passione e non in quelli della quotidianità (bollette, problemi lavorativi, noia). È sicura che, vivendo con lui la precarietà economica, quella passione resterebbe intatta?

Il fatto che lei non riesca a scegliere da un anno indica che nessuna delle due opzioni, così com'è, la soddisfa pienamente. Una le dà il "pane" (la sicurezza), l'altra le dà il "fuoco" (la passione).

E se Invece di chiedersi chi scegliere tra i due uomini, provasse a chiedersi: "Quale versione di me stessa voglio essere nei prossimi 10 anni?".

Quella sicura ma rassegnata, o quella vitale ma costantemente in una altalena emotiva per i distacchi di un partner instabile?

La pace interiore non nascerà da una scelta "giusta" tra i due, ma dal capire se lei può autorizzarsi a desiderare una stabilità che sia anche appassionata, senza l'ouo out che crede di avere.

A questo punto le farei due domanda:

la prima- quanto la sua identità dipende oggi da queste due figure? 

la seconda- Se dovesse immaginare di essere sola per un periodo, senza nessuno dei due, cosa proverebbe? Sollievo o terrore?

Se vuole la ascolto molto volentieri. un caro saluto dott.ssa Giusi Vicino 

domande e risposte

Dott.ssaGiusi Vicino

Psicologa - Catania

  • Psicosessuologia del singolo, della coppia e dell'adolescente
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