Non riesco a mantenere relazioni ed essere all'altezza di un rapporto a due.
Non riesco a sentirmi all’altezza di un rapporto profondo con la persona che ho accanto. Mi manca la capacità di provare un’empatia autentica: ciò che riesco a offrire è soltanto un simulato fluire di parole, privo di quella verità emotiva che dovrebbe sostenere una relazione. Ho purtroppo sperimentato molte volte questa realtà,; nel corso della mia vita, ho gettato al vento amori e amicizie per questo. Mi sento inadeguato, privo di energia e per nulla maturo emotivamente. Le persone che entrano in relazione con me, inizialmente, sono attratte dalla mia capacità dialettica e espressiva. Trasmetto questa impressione. Purtroppo, è solo un modo per alimentare quell'aurea di sicurezza e intraprendenza. La realtà è sottotraccia e pian piano viene fuori, alimentando delusione e sconforto. Non sono capace poi di mantenere le promesse che faccio agli altri e soprattutto a me stesso. La conclusione è il fallimento, con la conseguenza dell'allontanamento di chi ha posto fiducia su di me e infine l'isolamento.
Buon pomeriggio , grazie per questa non facile ammissione.
Spero non dispiaccia il mio dare del tu.
Tu scrivi che la tua verità è "sottotraccia". Spesso, chi si sente come te pensa di essere "vuoto" o "cattivo" perché non prova le emozioni che pensa di dover provare. Ma il fatto che tu provi "inquietudine, paura e frustrazione inimmaginabili" dimostra che in realtà sei molto emotivo. Solo che la tua emotività è bloccata sotto il terrore di essere scoperto come "inadeguato", no conforme all'empatia che si dovrebbe provare . Empatia è un termine spesso abusato , ti chiederei se provi compassione, questo sarebbe più esplicativo.
C'è un modo per stare meglio: il primo passo è smettere di cercare di essere "più maturo" o "più empatico" secondo gli standard degli altri, e iniziare a essere onesto sulla tua fatica.
Ti andrebbe di esplorare come sarebbe, anche solo per un momento, lasciar cadere la maschera della "sicurezza" e mostrare a qualcuno esattamente questa fragilità che hai descritto ? È proprio lì, nella crepa della maschera, che può nascere un'empatia reale (anche se diversa da quella comune).
Se vuoi ci sono .
cordialmente
dott.ssa Giusi Vicino
Psicologa - Catania