Dott.ssa Gloria Bova

Dott.ssa Gloria Bova

Psicoterapia individuale ( adulto, adolescente), di coppia, familiare.

Perche’ mio figlio si comporta cosi’?

Sono una mamma disperata, al limite di ogni umana sopportazione. Sono mamma di un bimbo di tre anni che da quando è nato ha sempre creato problemi. Ho avuto un parto difficile durante il quale ho rischiato di perdere sia il bambino che la mia vita e, a causa della gravità della situazione, ho visto mio figlio per la prima volta dopo diversi giorni. Non so se questo sia un elemento importante, ma vorrei essere il più dettagliata possibile.

Mio figlio è sempre stato attaccatissimo a me, quando era neonato non dormiva se non in braccio a me, ho fatto molta fatica a staccarlo dal seno (si attaccava per ore) e il primo anno di asilo ha pianto ogni giorno, da ottobre a luglio, perchè non voleva che lo lasciassi li.

Inoltre il problema principale è la sua estrema gelosia nei miei confronti: se parlo con qualcuno, mio figlio cerca fisicamente di distrarmi o attacarsi a me e spesso arriva a picchiarmi!

Non posso andare al bagno da sola, cucinare o fare qualsiasi cosa in tranquillità..se parlo al telefono con il mio compagno e padre di mio figlio quest'ultimo mi combina ogni genere di dispetti. Quando rimane da solo con il mio compagno, mio figlio Claudio è un angelo, mentre quando è con me il più delle volte è esasperante.

Ho provato il castigo, ho provato a sgridarlo in maniera decisa e ferma abbassndomi al suo livello visivo, ho provato a togliergli il gioco o i cartoni animati quando ha questi comportamenti e ammetto che a volte, nonostante io sia sempre stata contraria, mi è sfuggita anche qualche sculacciata, ho provato ad ignorarlo ma non cede, non cede mai e alla fine, totalmente disperata o urlo o, mi isolo e scoppio a piangere.

Anche all'asilo l'anno scorso aveva creato problemi, perchè le maestre mi avevano detto più volte che era aggressivo ed incontenibile; ora almeno all'asilo va meglio mentre a casa, con me, la situazione non migliora. L'abbiamo fatto visitare e c'è stato detto che il bambino ha un disturbo affettivo e che deve fare psicomotricità... ma è davvero solo questo? Come devo comportarmi con lui?
Vorrei chiederLe anche un'ultima cosa: se decidessi di prendermi, insieme al mio compagno, una decina di giorni di relax, lasciando il bambino ai nonni sarebbe troppo per le problematiche di Claudio? Peggiorerei la situazione?

Le chiedo questo perchè come mamma ho una moltitudine di preoccupazioni e se fosse una situazione gestibile porterei anche il bambino, ma ho bisogno di relax, anche perchè da quando è nato Claudio, il rapporto con il mio compagno sta andando avanti solo per inerzia.

Quando incontro mamme con questo tipo di problemi con i bimbi piccoli la domanda è sempre la stessa: signora, ma se a suo figlio è stato diagnosticato un disturbo affettivo, e che lei conferma con i tanti particolari che racconta a cominciare dalla nascita, perché la cura non è l’amore e non è quello della mamma? Le suggerisco di farsi aiutare da una collega esperta che possa aiutarla a ricostruire quel fluire dell’amore incondizionato che per lei e suo figlio si è interrotto quasi da subito. L’attaccamento del bimbo alla mamma corrisponde a un bisogno vitale, forte e irrinunciabile. Il suo bimbo non ha nessuna intenzione di rinunciarci e cerca di comunicarglielo in tutti i modi per lui possibili, poi crescendo ne aggiungerà altri. Se lei riesce a decodificarli e rispondere alle sue vere richieste affettive la soluzione sarà a portata di mano. I bimbi piccoli fanno in fretta a recuperare. Tra madre e figlio c’è un legame profondo tanto indistruttibile quanto vulnerabile, e i segni del suo stato condizioneranno tutta la vita relazionale e affettiva del futuro adulto. Già da diversi anni studi medici hanno evidenziato il fenomeno del microchimerismo fetale (scambio di cellule tra madre e figlio durante la gravidanza) e in particolare che quelle del figlio maschio permangono per tutta la vita nel cervello della mamma. Le basterebbe mettersi in 'ascolto’ per sentire cosa le sta veramente chiedendo il suo bimbo, e infatti come il suo 'intuito materno' le sta suggerendo 'cura’ e 'terapia’ non sempre sono la stessa cosa. Il suo bimbo non è geloso, è affamato! E non aspetta altro che arrivi l’unico cibo che possa saziarlo. Se andrà da una collega esperta le spiegherà l’importanza di quel distacco forzato alla nascita e potrete lavorare anche sull’inerzia dell’attuale rapporto di coppia. Un cuore aperto all’amore è gioioso e generoso. Voi in casa quanto ridete?