Psicologa Gloria Simoni

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Psicologa Gloria Simoni

Psicologa, Sessuologa, Specializzanda in Psicologia Perinatale e in Psicoterapia Sistemico Relazionale

Bimba di 8 anni, crisi di pianto serali che lei non vuole e mi prega di far passare

Buonasera vorrei chiedere un'impressione (superficiale) circa un problema che si sta manifestando ultimamente e sempre di sera. Mia figlia ha 8 anni da compiere, è una bimba allegra e solare, piena di fantasia. Frequenta la seconda elementare e ha tanti amici e per le maestre è tutto ok. Di recente ha cominciato a parlarmi di una tristezza, di brutti pensieri (indefiniti) e della voglia di piangere che le viene la sera. La cosa è peggiorata e c'è stata una crisi serale con diversi attacchi che lei sentiva arrivare e mi avvisava e chiedeva aiuto disperandosi, non riusciva a stare ferma scuotendo gambe e braccia e lamentava fastidio (io credo oppressione) alla gola, temendo di dover vomitare. È stato terribile e mi ha ricordato un episodio successo già durante l'estate. Anche parlandone il giorno dopo, in cui non è andata a scuola, mi è parso chiaro che deve esserci un problema che lei non riesce neanche lontanamente a individuare o esprimere e io non ho gli strumenti per capire. Vorrei capire se sono attacchi di panico o qualcosa del genere, trovare il migliore aiuto ma non so a chi rivolgermi, vorrei però non ingigantire il problema, farla sentire sbagliata o bisognosa di "cure". Vorrei la leggerezza di una piuma per togliere un macigno dal suo cuore. Grazie

Buongiorno, da ciò che descrive, i vissuti di Sua figlia sono compatibili con stati d’ansia intensa, che nei bambini possono assumere la forma di crisi di angoscia o attacchi di panico. A questa età l’ansia raramente ha parole chiare: si esprime soprattutto attraverso il corpo (irrequietezza, nodo alla gola, nausea, pianto) e compare spesso la sera, quando le difese si abbassano e la mente smette di distrarsi.

È importante sottolineare che non è detto che ci sia un “problema” identificabile o un evento scatenante preciso. Molti bambini sensibili, fantasiosi e cognitivamente vivaci attraversano fasi in cui emozioni troppo grandi per essere pensate emergono come sensazioni corporee. Questo non indica fragilità, ma bisogno di contenimento.

Lei coglie un punto essenziale quando dice che Sua figlia sente qualcosa che non riesce a capire né a spiegare. In questi casi il supporto più adeguato non è una “cura”, ma uno spazio di ascolto specializzato: una psicologa o uno psicologo dell’età evolutiva, che lavori in modo giocoso e non medicalizzante, può aiutarla a dare forma a ciò che oggi è solo angoscia.

Nel frattempo, continui come sta facendo: credere a ciò che Sua figlia sente, starle accanto nelle crisi con calma e presenza, senza minimizzare né interrogare. Può trasmetterle l’idea che le emozioni forti non sono pericolose e non vanno affrontate da sole.

La Sua attenzione e la Sua delicatezza sono già, in sé, una piuma che alleggerisce molto quel macigno. Se lo desidera, posso aiutarLa a capire come scegliere il professionista giusto o come parlarne con la bambina in modo semplice e non allarmante. Rimango a disposizione, un caro saluto.