Mio figlio di 13 anni non riesce ad addormentarsi da solo
Ho un figlio di 13 anni che da circa 7 mesi non vuole addormentarsi da solo. Dice che guarda l'ora e pensa di dormire poco poi di non essere sveglio il giorno dopo e si agita. Arriva da me e vuole che vada nel suo letto. Basta che io resti li 10 minuti che si addormenta subito. Quest'estate è anche andato via da solo 1 settimana e non ha dormito le prime 2 notti ( diceva che i che i compagni lo disturbavamo) insomma sembra aver paura di non riuscire a dormire abbastanza. Sto dando la melatonina ma non ho risultati. Ho provato a spiegargli che sta crescendo e non necessita più di tante ore di sonno come i bimbi piccoli. È un ragazzino normale bravo a scuola ma che a volte non sa difendersi dai compagni/amici. Ora con suo padre sta facendo un corso di difesa personale per vedere se riesce a trovare un po' di equilibrio. Evidenzio che a volte è insicuro, pensa di non aver studiato abbastanza, ma è molto bravo a scuola. Ha l'atteggiamento di uno che deve sempre dimostrare qualcosa, di non essere all'altezza. Evidenzio inoltre che all'inizio il padre a volte andava lui nel suo letto ma ora non più. Ha metodi duri che io non condivido e su cui discutiamo, ultimamente manca anche un po' di armonia in casa. Cosa posso fare?
Buongiorno, da ciò che descrive emerge con chiarezza un quadro di ansia anticipatoria legata al sonno, molto frequente in preadolescenza e spesso fraintesa come “capriccio” o regressione. In realtà, Suo figlio non ha paura del buio o di stare solo, ma della conseguenza di non dormire: teme di non essere all’altezza il giorno dopo. È un’ansia di prestazione, non diversa da quella che mostra nello studio e nelle relazioni.
Il fatto che si addormenti rapidamente quando Lei è presente indica che il problema non è l’insonnia in sé, ma la difficoltà a calmarsi da solo. La Sua presenza funziona come regolatore emotivo. La melatonina, in questi casi, serve poco: non manca il sonno, manca la sicurezza interna.
Il profilo che Lei descrive – bravo, responsabile, insicuro, con la sensazione di dover sempre dimostrare qualcosa – è tipico dei ragazzi che si caricano di aspettative eccessive, spesso non dette, ma percepite. L’assenza di armonia in casa e i metodi più duri del padre, anche se animati da buone intenzioni, possono amplificare questa tensione: per alcuni ragazzi la durezza non rafforza, ma aumenta il senso di inadeguatezza.
Cosa può fare concretamente:
continui a legittimare la sua ansia, senza rassicurazioni razionali (“dormi abbastanza”) che non arrivano dove serve
eviti di trasformare l’addormentamento in una prova di autonomia da superare
concordi con lui una presenza gradualmente ridotta (stare seduta, poi fuori dalla stanza, poi solo un saluto), senza forzature
separi il tema del sonno dal “dover essere grande”
Il corso di difesa personale può essere utile per il corpo e l’autostima, ma non basta da solo se il nodo è emotivo. Valuterei seriamente uno spazio con uno psicologo dell’età evolutiva: non perché “c’è qualcosa che non va”, ma per aiutarlo a costruire strumenti interni di sicurezza e a sciogliere quell’idea di non essere mai abbastanza.
Infine, glielo dico con delicatezza: in questo momento la coerenza emotiva degli adulti è più importante della fermezza. Suo figlio non sta chiedendo di tornare piccolo, sta chiedendo aiuto per diventare grande senza sentirsi solo. Rimango a disposizione, un caro saluto.