Psicologa Gloria Simoni

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Psicologa Gloria Simoni

Psicologa, Sessuologa, Specializzanda in Psicologia Perinatale e in Psicoterapia Sistemico Relazionale

Mi sono innamorato di mia cugina di secondo grado.

Buongiorno, sono Mario, 18 anni, e quest’estate ho conosciuto nel Lazio per la prima volta mia cugina di secondo grado (figlia della cugina di mio padre), di 2 anni più piccola di me. Appena l’ho vista, sarà perché rientra nei miei ideali di bellezza (no trucco, capelli lunghi, snella e timida), mi sono innamorato. Premetto che erano ben 3 anni che io alle ragazze non pensavo minimamente, tant’è che mi ero convinto di essere “immune” all’innamoramento.

Passiamo meno di 10 ore insieme e poi torno con la mia famiglia al Nord; da quel giorno lei è diventata il mio chiodo fisso, la mia ossessione, nonostante non ci sia mai stato niente e non l’abbia né rivista né risentita. A una parte di me piace questo innamoramento, perché ha portato a qualcosa di “diverso”, anche se fittizio, rispetto alla routine e ai doveri, ma per la maggior parte vorrei ritornare spensierato come prima.

Sicuramente sono frustrato e sconsolato in quanto la prima ragazza di cui mi innamoro profondamente è un mezzo tabù, anche se cerco di convincermi che tra cugini di secondo grado si possa avere una relazione (e purtroppo il cervello si convince di quello che vuole credere). Ovviamente non l’ho detto a nessuno, anche se mia sorella, conoscendomi troppo bene, ha intuito qualcosa; cosa mi consigliate?

Purtroppo non posso neanche, data la lontananza, conoscerla di più e quindi solidificare o superare il sentimento; dichiararmi, dopo neanche mezza giornata insieme, sarebbe un mezzo suicidio, anche perché sua madre, se lo venisse a sapere, sarebbe in grado di non farci incontrare mai più.

Sono quindi in una specie di “limbo”, dove una parte di me riconosce che molto probabilmente questo sia dovuto al non voler lasciare la mia comfort zone, innamorandomi di una mia (pur lontana) consanguinea; ma una parte di me cerca in tutti i modi di convincersi che anche io le piaccio e che questa relazione potrebbe essere possibile.

PS: per farvi capire, sarei disposto, per un singolo bacio da lei, a farmi odiare da tutti i suoi amici e parenti.

Buonasera, la ringrazio per aver condiviso un vissuto così intimo e complesso. Da ciò che racconta emerge un intreccio molto umano di desiderio, idealizzazione, frustrazione e conflitto interno, ed è importante dirle subito che non c’è nulla di “sbagliato” nel provare ciò che prova.

Questo innamoramento così intenso, nato in poche ore, sembra avere meno a che fare con la persona reale e molto di più con ciò che lei rappresenta: una rottura della routine, il risveglio di una parte emotiva che sentiva “spenta”, forse anche uno spazio sicuro perché, essendo lontana e difficilmente raggiungibile, non la espone davvero al rischio del confronto reale. In questo senso, il suo stesso corpo e la sua mente stanno sperimentando qualcosa di nuovo, non necessariamente chiedendole di agire, ma di ascoltare cosa si è riattivato in lei.

Il fatto che sia una parente rende tutto più carico e “tabù”, e questo spesso amplifica il desiderio, non perché sia la scelta giusta, ma perché l’ostacolo intensifica l’emozione. È comprensibile che una parte di lei cerchi di convincersi che sia possibile: è un modo per non rinunciare subito a qualcosa che la fa sentire vivo.

Il mio consiglio, con delicatezza, è di non agire ora sull’impulso, ma di usare questo tempo di limbo come uno spazio di comprensione di sé. Non è necessario dichiararsi né forzarsi a “dimenticare”: può invece chiedersi cosa questo innamoramento le sta raccontando di lei, dei suoi bisogni affettivi, del momento di vita che sta attraversando.

Col tempo, senza alimentare fantasie né colpevolizzarsi, l’intensità tenderà a ridimensionarsi e lascerà spazio a maggiore chiarezza. Se sente che il pensiero diventa ossessivo o le toglie serenità, parlarne con un professionista potrebbe aiutarla molto a rimettere ordine emotivo, senza giudizio.

Non tutto ciò che sentiamo chiede di essere vissuto fino in fondo: a volte chiede solo di essere compreso. Rimango a disposizione, un saluto!