Lui guarda le altre e ne soffro tanto
Salve, sono in una relazione da ormai quasi due anni. All’inizio mi sentivo sicura, scelta e mi trovavo bella. Andando, però, avanti nella relazione, sono emerse a poco a poco delle bugie che mi sono state dette sin dall’inizio della nostra relazione, anche nel periodo in cui uscivamo e ci sentivamo (periodo in cui mi è stato fatto credere di essere speciale, unica e importante, parole da lui dette, e periodo in cui mi è stato fatto presente che non voleva farmi soffrire ma bensì trattarmi con cura, quando nel mentre se la faceva con altre ed ha fatto quindi l’opposto). Queste bugie hanno minato fortemente la mia fiducia nei confronti di questa persona ed, essendoci di mezzo altre donne, ho iniziato a sviluppare un’insicurezza, che è andata crescendo sempre di più, concretizzandosi giorno per giorno, vedendo come lui fosse attratto da ogni ragazza che gli stava attorno, maggiormente se poco vestita. Ad oggi mi ritrovo in balia di questa situazione da mesi, dove la mia insicurezza e la mia paura mi rendono impossibile vivere serenamente ogni tipo di situazione sociale in cui lui sia presente. Mi sento costantemente non abbastanza, essendo che l’ho sempre visto osservare donne diverse da me, ho iniziato a pensare di avere delle mancanze estetiche importanti e di non essere minimamente attraente. Questo ha generato una serie di discussioni quasi giornaliere, che partono da mie accuse che lui stia guardando altre donne. Io so che molto spesso è la paura a farmi vedere le cose e che l’ansia gioca a suo favore, facendomi ricordare tutte le volte che mi sono state fatte queste cose e che lui mi ha mentito, e mi dispiace tantissimo puntare il dito contro la persona che più amo al mondo, ma io ad oggi non so come posso ritornare a fidarmi. Cosa dovrei fare?
Buonasera, la situazione che descrive è davvero delicata e capisco quanto dolore, confusione e frustrazione stia provando. Da quello che scrive, emerge chiaramente che il trauma della menzogna e del tradimento ha avuto un impatto profondo sulla sua autostima e sulla capacità di fidarsi, e questo è perfettamente comprensibile. Non si tratta di “debolezza” o di esagerazione: il suo corpo e la sua mente stanno reagendo a un’esperienza che ha minato la sicurezza emotiva che si era costruita.
Ci sono alcuni punti chiave da considerare:
Il suo vissuto è valido: sentirsi insicura, gelosa o costantemente in ansia non è colpa sua. Il dolore nasce dal contrasto tra ciò che lei desiderava (una relazione sicura, basata sulla fiducia) e la realtà dei comportamenti del partner.
La fiducia va ricostruita gradualmente: quando la menzogna entra in una relazione, la fiducia non può tornare automaticamente. Ci vuole tempo, coerenza e azioni concrete da parte del partner per dimostrare affidabilità. Non basta dire “mi dispiace” o promettere cambiamenti: serve un percorso reale e visibile, senza ambiguità o comportamenti che alimentano dubbi.
Lavorare sulla propria autostima: è naturale collegare il comportamento del partner a presunti “difetti” personali, ma lei merita di ricordare che il valore personale non dipende dal fatto di essere osservata o meno da lui o da altri. Lavorare su accettazione e cura di sé, eventualmente con il supporto di un professionista, è essenziale per ritrovare un equilibrio emotivo.
Gestione dell’ansia e dei pensieri ricorrenti: quando l’ansia la porta a rimuginare sugli episodi passati o a interpretare ogni sguardo come un tradimento, è utile imparare strategie di distanziamento cognitivo e comunicazione assertiva. Questo non elimina il dolore, ma riduce la spirale di accuse e discussioni quotidiane, permettendo di vedere la relazione con maggiore chiarezza.
Decisione consapevole sul futuro della relazione: a volte l’amore non basta a mantenere un legame sano se manca la fiducia e il rispetto reciproco. Vale la pena chiedersi se il partner sia disposto a lavorare concretamente per ristabilire fiducia, o se continuare a vivere in costante ansia e dubbio.
Dal mio punto di vista, un percorso di supporto psicologico individuale potrebbe aiutarla a elaborare il dolore, a ricostruire autostima e sicurezza, e a prendere decisioni più serene. Allo stesso tempo, se il partner accetta, un percorso di coppia può essere utile solo se c’è reale impegno da entrambe le parti a modificare comportamenti e dinamiche tossiche. Rimango a disposizione, un saluto!