Pianto scuola
Salve, ho un bambino di 4 anni che ha iniziato l’asilo a 2 anni con la sezione primavere quindi questo è effettivamente il terzo anno. Dal primo giorno del primo anno ad oggi tutte le mattine piange per essere lasciato a scuola e tutte le sere ha attacchi di panico e di pianto pensando che il giorno dopo ci sarà la scuola. Ho provato a chiedergli quale sia il problema ma non mi dà alcuna risposta. Le maestre dicono che sono solo capricci perché durante la giornata è tranquillo. Io però vedo il panico nel suo occhi la sera e la mattina. Non so più come comportarmi, se continuare a mandarlo o meno a scuola e come poterlo aiutare. Grazie mille
Buongiorno signora,
da quanto descrive non è possibile a mio avviso rispondere alla sua domanda relativa al proseguire o meno con la scuola. Quello che potrebbe essere utile fare, come primo passo e se non è già stato fatto, potrebbe essere richiedere un'osservazione a scuola durante lo svolgimento delle attività da parte del pedagogista o dello psicologo della scuola (se presente). In questo modo potrebbe iniziare ad avere uno sguardo tecnico sul comportamento del bambino inserito nel gruppo classe, che potrebbe portare punti di vista differenti da quello delle insegnanti. Altro movimento importante potrebbe essere quello di contattare uno specialista e avere un primo accesso da parte vostra (vale a dire le figure genitoriali o di riferimento del bambino) in modo da provare a capire insieme quali potrebbero essere le dinamiche sottostanti ad un comportamento così marcato, se ad esempio ci siano elementi particolari legati alla storia di attaccamento/separazione, oppure legati al contesto "scuola". La situazione ottimale sarebbe quella di riuscire a mettere in rete i diversi professionisti (comprese e in primo luogo le insegnanti) in modo da permettere al suo bambino di vivere la scuola con maggiore serenità, in quanto elemento fondante della socialità tra pari. La sospensione della frequenza deve essere, a mio avviso, considerata un'estrema ratio, possibilmente da escludere.
Saluti
G. Lonati
Psicologa Psicoterapeuta dell’età evolutiva - Milano