Dott.ssa Irene Mazzon

Dott.ssa Irene Mazzon

psicologa, psicoterapeuta, terapeuta E.M.D.R.

Perché mio figlio non si interessa alla scuola

Buonasera, sono mamma di tre figli, ma vi scrivo per il mio secondogenito. Mio figlio, a breve quattordicenne, già dalla prima elementare non ha mai mostrato interesse e abbiamo dovuto sempre sudare. Ha iniziato il primo liceo, tra l'altro scelto da lui e non imposto da noi, ma continua a comportarsi con disinteresse. Tutti gli vogliono bene fuori dall'ambiente scolastico, è ben inserito in società e fa sport da piccolo. In classe, invece, è sempre quello che si caccia nei guai. Abbiamo provato punizioni, lunghi discorsi, varie proposte, ma lui non cambia. Come posso gestire questa situazione? Mi sono persa e mio marito mi contraddice in ogni parola

Buongiorno Maria Rosaria, capisco il suo senso di smarrimento e la fatica di sentirsi sola nella gestione di una situazione che si trascina da anni.

Il disinteresse scolastico, soprattutto quando è presente fin dai primi anni, non è necessariamente una questione di pigrizia o di mancanza di volontà. Sarebbe importante capire che cosa si nasconde dietro questo comportamento: difficoltà di apprendimento, noia, bisogno di mettersi alla prova attraverso la trasgressione, difficoltà a tollerare la frustrazione o un rapporto con la scuola che, nel tempo, si è deteriorato.

Il fatto che suo figlio sia ben inserito socialmente e pratichi sport è un elemento positivo: dimostra che sa investire energie e costruire relazioni in contesti che probabilmente sente più vicini ai suoi interessi.

Punizioni e lunghi discorsi, se ripetuti senza produrre cambiamenti, rischiano di alimentare un circolo vizioso di conflitto e opposizione. Proverei, invece, a cercare un momento di dialogo in cui sospendere rimproveri e aspettative, per capire come vive lui la scuola e che cosa gli risulta difficile o poco significativo.

È inoltre importante che lei e suo marito riusciate a trovare una posizione condivisa: le divergenze educative, soprattutto quando vengono espresse davanti a vostro figlio, possono rendere più difficile stabilire confini chiari e coerenti.

Vista la lunga durata della difficoltà, potrebbe essere utile un confronto con uno psicologo dell’età evolutiva, coinvolgendo anche la scuola, per comprendere meglio le ragioni del comportamento e individuare strategie adeguate.

Più che chiedervi come convincerlo a interessarsi alla scuola, la domanda da cui partire potrebbe essere: che cosa rende così difficile, per lui, trovare un posto nella realtà scolastica? Comprendere questo aspetto è  il primo passo per poter intervenire in modo efficace.

Per approfondimenti e un confronto  può contattarmi attraverso il mio sito, digitando sul web: Dott.ssa Irene Mazzon

Un caro saluto

 

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