Paura della cacca

Salve, sono una mamma oramai angosciata dalla situazione che sto vivendo con mio figlio di quasi 4 anni. Da più di 2 anni la situazione cacca è diventata insostenibile. Premetto che è spannolinato da più di 1 anno e la pipì non è mai stata un "problema" (anche se non la fa a meno che non sia in casa o nel suo vasino se si trova fuori casa), ma la cacca, dopo delle evacuazioni dolorose, non la fa più, la tiene anche 1 settimana. Devo fare una guerra per convincerlo a farla e raramente ci riesco, se non che poi devo per forza fargli una peretta (urli e pianti)... La fa nel pannolone... Nel vasino o riduttore non ci si vuole sedere.
La situazione è peggiorata perché non posso neanche più nominarla che va proprio nel panico... Quando è obbligato a farla bisogna rispettare tutto un rito particolare, ovvero stare in silenzio io e lui, tenergli la mano, ecc.
Aggiungo che cmq sto usando uno sciroppo per ammorbidire le feci, quindi il dolore non lo ha più.
Le ho provate tutte: psicologo, regali, ignorarlo, sembra non funzionare mai niente... Grazie per l'aiuto.

Gentile Alessandra, 

Comprendo profondamente la sua angoscia, l'esasperazione e il senso di impotenza che sta vivendo. Voglio innanzitutto rassicurarla su un punto fondamentale: questa dinamica è estremamente comune nei bambini di questa età e lei non ha sbagliato nulla.

Quello che sta affrontando suo figlio non è un capriccio, ma una vera e propria fobia. Tutto è nato da un trauma fisico reale, ovvero il dolore provato durante l'evacuazione in passato. Anche se oggi, grazie allo sciroppo, le feci sono morbide e il problema meccanico è risolto, nella mente del bambino è rimasta "congelata" la memoria di quel dolore (che funge da ansia anticipatoria). Trattenere le feci per una settimana, rifiutare il vasino, pretendere il pannolino e aver bisogno di un rito fatto di silenzio e contatto fisico sono tutte strategie difensive che lui mette in atto per cercare di avere il controllo su una situazione che lo terrorizza.

Per sbloccare questo cortocircuito, la strategia più efficace in questo momento è un'accettazione radicale che miri ad abbassare drasticamente la tensione. Dal momento che la sola parola lo manda in panico, smetta totalmente di nominarla, di proporre il vasino o di promettere regali. In questa fase clinica, l'obiettivo primario non è dove fa i bisogni, ma che li faccia senza paura e regolarmente. Se il pannolino e tenersi per mano sono il suo "porto sicuro", glieli conceda con serenità e senza mostrarsi frustrata.

Continui rigorosamente con le pratiche utilizzate per garantirgli che non ci sarà mai più dolore. Togliendo ogni pressione, aspettativa o ansia da parte sua, il bambino smetterà di sentirsi "sotto esame".

Quando il suo sistema nervoso capirà che non c'è più alcun pericolo fisico né alcuna battaglia emotiva con la mamma, l'ansia si spegnerà da sola e sarà lui stesso, con i suoi tempi, a fare il passaggio naturale verso il vasino.

Serve tanta pazienza, ma vedrà che iniziando a togliere il problema dal centro delle vostre giornate, la situazione migliorerà. 

Resto a disposizione, un caro saluto. 

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