Dott.ssa Laura Perego

Dott.ssa Laura Perego

Master in psicologia giuridica e in terapia di coppia

Cosa posso fare?

Abbiamo problemi con nostro figlio di 16 anni e mezzo. Dice che non vuole più avere a che fare con noi e di farcene una ragione. Che cosa possiamo fare?

Gentilissimo Paolo,

capisco quanto possa essere doloroso e destabilizzante sentire una frase del genere da vostro figlio. A 16 anni e mezzo, però, siamo in una fase molto delicata dello sviluppo: l’adolescenza avanzata, in cui il bisogno di autonomia e di definire la propria identità può esprimersi anche in modo brusco, provocatorio o apparentemente “definitivo”.

Ovviamente per darvi una risposta più concreta dovrei sapere se è successo qualcosa in particolare, quando è iniziato questo cambiamento, etc...

Provo a darvi una risposta ovviamente generalizzando:

Quando un ragazzo dice “non voglio più avere a che fare con voi”, raramente significa davvero un distacco totale. Più spesso può indicare:

  • Rabbia o frustrazione: qualcosa nel rapporto lo fa sentire non capito, controllato o giudicato.
  • Richiesta indiretta di ascolto: anche se sembra il contrario, a volte è un modo (maldestro) per dire “non mi sento visto”.
  • Influenze esterne: amici, relazioni, scuola, eventuali difficoltà che non riesce a esprimere apertamente.

Sicuramente dovreste evitare alcune reazioni, comprensibili ma controproducenti, come:

  • Rispondere con scontro diretto (“finché vivi qui…”)
  • Fare pressione immediata per chiarire tutto
  • Minimizzare (“ti passerà”) o drammatizzare eccessivamente
  • Inseguirlo continuamente per parlare quando lui non vuole

Questo rischia di rafforzare la sua chiusura.

Al contrario potete:

  • Mantenere una presenza stabile ma non invadente
    Fategli sentire che ci siete, senza forzarlo. Anche piccoli segnali contano: “Quando vorrai parlare, noi siamo qui perché per noi sei importante”
  • Ascolto più che spiegazione
    Quando (e se) si apre, cercate di:
  • non interrompere
  • non correggere subito
  • riflettere su quello che dice

Valutate un supporto professionale se:

  • il rifiuto è totale e prolungato
  • ci sono segnali di isolamento forte, aggressività o sofferenza evidente
  • la comunicazione è completamente interrotta

A volte è utile anche iniziare voi genitori, senza coinvolgerlo subito.

Rimango a disposizione.

Distinti Saluti

Dott.ssa Laura Perego

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