Dott.ssa Laura Russo

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Dott.ssa Laura Russo

Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Parafilie sessuale, e dubbi

Salve.
Dopo tanto tempo trovo coraggio di scrivere, qui, dopo aver letto, tanto e tanto, sull'argomento parafilie.
Premetto: le letture sono state abbastanza sconfortanti, e spero che qualcuno mi smentirà.
Da ormai anni, convivo con impulsi sadomaso, ora ho 20 anni.
Mi è sempre pesato molto, perché non mi reputo speciale a discapito di molti miei simili, ma bensì 'condannato'.
Ho ricordi di impulsi e atteggiamenti sadomasochisti fin dalla prima infanzia, anche se ovviamente senza libido.

Ho anche conosciuto meglio il mondo del sadomaso e non lo amo. Una dominazione 24 ore non è accettabile.
Il mio carattere è autorevole e fiero, vi lascio immaginare in che modo convivo con il mio Es.
Io sono uno 'switch', ovvero mi piace comandare ed essere sottomesso, e nel dolore non ci trovo molto.
E' più l'umiliazione che appaga, rispetto al dolore che odio infliggere e soprattutto ricevere.
Non capisco la mentalità, per me è solo piacere erotico.

Non ho mai avuto un rapporto sessuale, ma non per la parafilia, semplicemente perché io sono MOLTO esigente sulla partner, quindi o trovo quella che mi piace davvero, o non trovo.
Ricordo, che con la mia ex, in una camera di hotel, semplicemente baciandoci uno sopra l'altro, senza umiliazione o fetish, mi eccitavo molto. O quando lei mi toccava lì.

Ho avuto rapporti sessuali con donne a pagamento; principalmente sadomaso e non sempre mi hanno fatto godere, anzi.
Ho anche avuto un rapporto sessuale normale, mantenendo l'erezione per 2 minuti all'incirca.
tutto ciò però, prima che mi operassi di Fimosi, infatti prima il sesso era spesso associato a dolore, poiché era una fimosi serrata e non potevo muovere il glande.
con l'intervento di circoncisione fatto, la stessa stimolazione è diventata molto più piacevole.

Da 25 giorni, ormai, ho smesso anche semplicemente di masturbarmi su video sadomaso/fetish.
Mi sto masturbando solo su sessualità ''normale'', penetrazione, ecc e non trovo particolari problemi, forse ci metto un po' di più, ma comunque l'orgasmo sopraggiunge ed è piacevole.
Gli stessi sogni e impulsi,da quando ho smesso di masturbarmi (fu suggerito da uno psicologo ad un ragazzo parafilico) sono decisamente diminuiti, i sogni erotici parafilici scomparsi.

Sto andando per le lunghe, quindi vorrei farvi delle domande, per quanto riusciate a rispondere online, che è cosa impossibile ( e di ciò ringrazio voi per il lavoro e il sito per l'opportunità )

-Da quello che vi ho scritto, la mia, vi sembra una parafilia unica, cioè che mi fa raggiungere il piacere sessuale solo tramite essa, oppure parziale? Cioè che mi permette anche di avere piacere con la sessualità normale? Lo chiedo perché, io sto male all'idea di dover trovare una partner e dover soltanto fare sadomaso. E' limitante, è sbagliato, è un rituale d'ossessione. Bisogna essere ''aperti'' col sesso, almeno.

-Le esperienze che ho letto sulla cura delle parafilie non rassicurano. Molti psicologhi lo reputano impossibile. Io so bene che una parafilia non scompare, e francamente non vorrei scomparisse. Ma nel caso la mia parafilia non mi permettesse di avere piacere tramite rapporto normale sessuale - anche in base alle vostre esperienze (belle da conoscere, per di più) - sarebbe possibile integrare la parafilia al rapporto sessuale normale? Cioè poter godere col sadomaso, così come con la penetrazione.
E' realisticamente possibile, chiedere ciò, come cura, ad uno psicologo? Lo chiedo sinceramente, nella speranza che anche qualcun'altro che mi legga, possa avere chiarezza e soprattutto, coraggio.

-L'ultima cosa più tecnica, mi consigliereste uno psicologo in sessuologia clinica o uno psicoterapeuta?
Due differenti,purtroppo, non posso per motivi economici, quindi chi dovrei scegliere per una terapia più funzionale? Io sono di Caserta.

Mi dispiace per la lunghezza del post, per le ripetizione e per le domande banali e/o ripetute
Sono un po' scoraggiato, sono una persona allegra, solare, amata, apprezzata. E solo l'argomento sessualità, mi fa molto male.

Vi ringrazio, ancora una volta, per le risposte. Per ciò che fate, nessuno vi obbliga.
vi ringrazio per la pazienza nel leggere, vi ringrazio per la pazienza nel leggere certe cose.
E mi scuso per eventuali scemenze scritte.

Salve Alessio,

penso che questi impulsi e fantasie siano abbastanza ingombranti nella sua mente tanto sentirsi “condannato” avvertendone il peso nella sua vita.

Credo che una preoccupazione che avverte sia che la sessualità possa non svolgere nella sua vita anche quel ruolo di legame sentimentale con l’altro ed entrare a far parte di un “tutto”. Le parafilie spesso generano un bisogno di vivere una sessualità in modalità di loop -in cui, come lei stesso dice, emerge una sorta di rituale- che spesso non risulta neanche essere appagante.

Per rispondere alle sue domande penso che:

-se lei ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo senza fantasticare o mettere in pratica le sue fantasie, ciò può rientrare nella definizione di parafilia; ovviamente ci sono delle sfumature per cui potrebbe non essere sempre ed esclusivamente così.

-Ogni persona è diversa per cui non si può dire se un cambiamento è possibile. Di certo la psicoterapia è la strada giusta per tentare. Questo suo sconforto mi sembra però al servizio (inconsapevolmente) di una paralisi, come per la scelta della fidanzata ( o trovo quella che mi piace davvero o non trovo). Cosi come il pensare tanto, leggere tanto sulla parafilia, sono tutti aspetti che privilegiano il tormento, il dubbio, a scapito di altro. Alla fine, in balia dell’indecisione, si blocca e non fa, resta fermo. Questo è un aspetto che può generare problemi e di cui ci si può prendere cura.

Il cambiamento se pur da un lato desiderato è anche temuto perché si perde qualcosa. In fondo l’equilibrio che ognuno di noi raggiunge, è come una strada che, se pur malandata, abbiamo percorso per tanti anni: familiare e per degli aspetti funzionale.

-io credo che un sessuologo che abbia anche una specializzazione in psicoterapia sia più indicato.

L’obiettivo di una psicoterapia è in primis comprendere il perché di questi pensieri e che ruolo hanno nella sua psiche.

Cordiali saluti