Dott.ssa Leopoldina De Varti

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Dott.ssa Leopoldina De Varti

Psicologo Psicoterapeuta, Costellatrice familiare e sistemica Consulente aziendale

Lutto morte cane

Buongiorno dottori. Non scrivo tanto per chiedere aiuto, ma anche solo per sfogarmi, ed esternare ciò che provo con persone esterne alle mie conoscenze. ( Non che non mi siano vicini, anzi). Purtroppo due giorni fa è venuto a mancare il mio adorato cane di 14 anni, era malato da due anni ma nell'ultima settimana è peggiorato drasticamente, fino a spegnersi "fortunatamente" tra le mura domestiche circondato dai suoi cari. Dico fortunatamente perché mi ha evitato la terribile scelta dell'eutanasia in un lettino di clinica. Pensavo di essere pronta alla sua dipartita, sono due anni che ci penso ed oramai mi ero messa il cuore in pace, è il ciclo della vita mi dicevo. Invece, sono caduta nella disperazione più totale. Mi manca come l'aria. Soprattutto dopo questo periodo dove mi sono dovuta prendere cura di lui in modo più impegnativo, non dormendo le notti per stargli dietro. Guardandolo decadere giorno dopo giorno. Dove non mangiava, non beveva e non riusciva più a muoversi. Solo adesso ho capito quanto è grande il mio amore verso di lui. Sento un grosso vuoto dentro, anche se razionalmente so che purtroppo le cose volente o nolente vanno così e non posso farci nulla. Ho difficoltà ad accettare il fatto che non ci sia più, non poterlo più vedere da un giorno all'altro. Guardo la sua cuccia vuota e mi viene un tonfo al cuore. Dormo con la sua felpa con me per sentirlo più vicino, annuso la sua coperta. Mai e poi mai ho provato dolore più grande. Sembro e sono inconsolabile. Tanti dicono "è solo un cane", si è vero ma prendersi cura di lui, crescerlo, viaggiare assieme, diventare parte della quotidianità, della vita e poi vederlo invecchiare, ammalarsi ed infine lasciarlo andare, non è diverso da ciò che si fa con una persona, un figlio, un parente. Lui non era trattato da "animale" non era solo in casa, portalo giù e dargli da mangiare come fosse un sopramobile. lui è sempre stato con me, era la mia ombra, l'ho portato ovunque, l'ho cresciuto, educato, viaggiato e fatto tante esperienze assieme. Tutti stiamo soffrendo, ma tra me e lui c'era un rapporto speciale, sintonia e amore incondizionato. Mi manca da morire, la casa senza di lui nonostante ci siamo noi ed altri due cani è vuota e silenziosa. Quando realizzo che non lo vedrò più, mi sembra di perdere un appiglio, mi perdo. Tengo un diario, ed ogni mattina scrivo le mie sensazioni, scrivo come scrivessi a lui. Poi chiudo e cerco di andare avanti nella vita di tutti i giorni, a stento. Ora riposa sotto un albero di pesco, dove pianterò della lavanda. Questo è il mio modo per onorarlo. Facendolo tornare a far parte della natura. Non pensavo di poter soffrire così tanto per la sua perdita.

Cara Elisa,

volentieri rispondo alla tua lettera e accolgo il tuo sfogo sia perché ho avuto anch'io l'esperienza di avere dei cani e anche perché con il mio lavoro in qualità di terapeuta e costellatrice familiare Hellinger® sciencia, ho potuto accompagnare più volte un animale insieme al suo proprietario in fasi particolari di malattia e alcune volte nelle ultime ore della morte dell'animale, come pure spesso ho avuto persone che si sono rivolte a me per motivi familiari vari e durante il percorso di aiuto è emerso la morte di un cane o di un gatto o di un 'altro animale che non era stata accettata e la sofferenza era viva più che mai. Tutto quello che scrivi in relazione al lutto che tu ancora vivi del tuo cane lo condivido ed è vero, perché ogni animale che noi prendiamo in famiglia, presso la nostra casa, diventa un membro della famiglia, egli ci appartiene come un altro familiare e la relazione che si crea è affettiva, emotiva, e ci prende molto. Il cane dà molto alla persona a cui si lega e questo legame negli anni diventa anche più profondo. Conosciamo tante storie dell'affetto e della fedeltà che un cane dimostra e in circostanze anche molto difficili quando è di sostegno aiuto terapeutico. Gli animali, in genere, hanno una loro sensibilità e in qualche modo possiamo dire un'anima. Un cane che viene abbandonato o maltrattato soffre mentre quando è amato curato è sano e felice. É bello sapere che hai trascorso un tempo bello e lungo con il tuo cane. Quindi il suo lutto è comprensibile, ma non ha motivo di protrarsi ancora. Come per i nostri familiari morti, ad un certo punto anche il cane che è morto, va lasciato andare e non più trattenuto a noi. Quello che possiamo continuare a fare è nel prendersi cura innanzitutto di se, e se può, aggiungere azioni in qualche modo al servizio di altri cani o altri animali o semplicemente della natura stessa intorno a se. Questo servizio permette di ricordare ed onorare il suo amato cane nella gioia della sua vita che continua.

 

Grazie per aver condiviso la sua storia.

Per approfondimenti e domande non esitare a contattarmi.

Cordiali saluti

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Dott.ssaLeopoldina De Varti

Psicologo Psicoterapeuta, Costellatrice familiare e sistemica Consulente aziendale - Avellino

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