Psicologa specializzata nello studio della relazione tra il cervello e funzioni cognitive (memoria, attenzione, linguaggio). L'obiettivo è accompagnare le persone a comprendere il proprio funzionamento cerebrale a seguito di traumi, patologie neurologiche o nel normale processo di invecchiamento.
Attività
Valutazione e trattamento dei disturbi cognitivi/comportamentali. L'attività si divide principalmente in:
- Valutazione Neuropsicologica: Utilizzo di test standardizzati per mappare i punti di forza e di debolezza del profilo cognitivo.
- Riabilitazione Cognitiva: Progettare percorsi personalizzati per recuperare o compensare le funzioni lese.
- Stimolazione Cognitiva: Interventi preventivi per mantenere il cervello attivo e contrastare il declino legato all'età o alle demenze. Interventi di potenziamento cognitivo.
- Attività di sostegno psicologico: Si rivolge specificamente al paziente affetto da danno cerebrale (acquisito o degenerativo) e al suo nucleo familiare (caregiver), integrandosi con i protocolli di riabilitazione cognitiva (siano essi basati su paradigmi Errorless o Error-Based). Spesso le lesioni cerebrali (in particolare quelle prefrontali o dell'emisfero destro) causano alterazioni primarie del comportamento. In questo caso, il sostegno assume una forte connotazione psicoeducazionale e comportamentale:
La patologia neurologica è definita una "malattia familiare". Il nucleo affettivo subisce uno shock cronico, subendo un fenomeno noto come Caregiver Burden (carico assistenziale, emotivo ed economico). Il sostegno psicologico ai familiari è un pilastro imprescindibile per garantire la tenuta del setting riabilitativo a lungo termine.
- Psicoeducazione sulla patologia: Spiegare ai familiari che determinati comportamenti (es. l'apatia dell'Alzheimer o l'aggressività del trauma cranico) sono sintomi biologici della lesione e non disetti volontari o dispetti personali. Questo riduce i vissuti di colpa e rabbia.
- Ristrutturazione dei ruoli: Supportare i partner o i figli che si trovano improvvisamente a dover invertire i ruoli relazionali (diventando genitori dei propri genitori o assistenti totali del coniuge).
- Prevenzione del Burnout del Caregiver: Fornire uno spazio di ascolto per validare le emozioni negative (rabbia, frustrazione, stanchezza) e implementare strategie di coping (fronteggiamento dello stress).
Utenza
Adulti e Anziani con:
- declino cognitivo (Mild Cognitive Impairment)
- demenze (malattia di Alzheimer, demenza Vascolare, demenza a Corpi di Lewy, degenerazione Frontotemporale, malattia di Huntington)
- esiti di ictus
- traumi cranici
- malattie neurodegenerative (Sclerosi Multipla, Malattia di Parkinson)
- tumori cerebrali
Caregiver: supporto e consulenza alle famiglie per la gestione dei cambiamenti comportamentali dei propri cari.