Dott. Lorenzo Pascazi

Dott. Lorenzo Pascazi

Psicologo Clinico Specializzando in Psicoterapia Gestalt Analitica

Paranoie a fine percorso...

Salve, la mia compagna, da circa due anni (34 anni), sta assumendo psicofarmaci (10 mg di Abilify al giorno). La situazione è nettamente migliorata rispetto al passato (disturbo del pensiero con deliri e ansia), con una diminuzione graduale della dose (prima 30 mg, poi 15 mg, fino a 10 mg), sempre sotto prescrizione dello psichiatra e dello psicologo che la seguono.

Dopo questa premessa, vi scrivo per un dubbio: la mia compagna lavora come segretaria da gennaio. A lavoro è accaduto un fatto strano: ha ricevuto una chiamata da un cliente e gli ha fornito un’informazione lavorativa errata. Se ne è resa conto solo dopo qualche settimana e ora è in ansia perché teme che questa persona (di cui non conosce nome né contatto) possa creare problemi al suo lavoro se scoprirà l’errore.

Io ho cercato di tranquillizzarla, ma rimane in ansia quasi ogni mattina prima di andare al lavoro. Secondo voi, questo può essere dovuto allo stato emotivo in cui si trova, che ancora non la fa stare al top, oppure al fatto che da un mese ha diminuito la medicazione passando da 15 mg a 10 mg? Grazie.

È possibile tutto ciò che ha descritto ma, per quanto riguarda la correlazione dei sintomi rispetto la variazione dei farmaci è importante confrontarsi con il medico, rispetto l’ansia, invece, è probabile che i colleghi che la seguono stiano già approfondendo maggiormente che cosa la attiva e/o quando l’ansia sopraggiunge. Vorrei sensibilizzarla invece su un altro piano, qualora dovesse sentire che ciò che accade incide anche sulla sua personale quotidianità, oltre che su quella della sua compagna, potrebbe essere importante (se già non l’ha fatto) cercare un supporto anche per se stessi al fine di permetterle di dare significato a ciò che accade e di favorire dinamiche relazionali più funzionali al mantenimento di uno stato di benessere interno e nella coppia.