Ludovica Del Giudice

Ludovica Del Giudice

Psicologa del Lavoro, Referente interventi assistiti con gli animali/ Riabilitazione Equestre, Tecnico ABA

Non sto bene ho bisogno di aiuto

Piacere, mi chiamo Giuseppe e ho 28 anni. Sono in cura dal 2014, sono sempre stato seguito da uno psichiatra dell’ASL e per 3-4 anni mi ha seguito uno psicoterapeuta privato. Vengo al dunque: da circa un mesetto ho una cosa che mi sta facendo stare male, quasi mi sta togliendo la voglia di vivere.

La notte, vabbè, dormo poco da tanti anni, ma il vero problema non è questo: è che io ultimamente, durante le ore pomeridiane, dalle 2 fino alle 7 di sera, mi sento male. È come se avessi bisogno di mettermi a letto con gli occhi chiusi e, se non faccio questo, sto male con l’umore, mi sento angosciato.

Però, nel frattempo, se mi butto a letto e sto con gli occhi chiusi senza dormire è peggio, perché va a finire che la notte non riposo nemmeno un’ora, perché è come se il cervello non si stancasse stando con gli occhi chiusi. Ma il mio stare male è stare sveglio con gli occhi aperti tutta la giornata. Questa cosa mi fa stare male e non so come identificarla e cosa può essere.

Grazie a chi saprà darmi una risposta. Mi metto a volte nel letto con gli occhi socchiusi e anche questa cosa mi fa stare male.

Ciao Giuseppe, grazie per aver scritto e per aver raccontato una cosa così faticosa. Da quello che descrivi si sente chiaramente quanto questa situazione ti stia facendo soffrire e quanto ti tolga energia e serenità. Quello che stai vivendo è reale e merita ascolto, e il fatto che tu riesca a descriverlo con tanta precisione è già un passo significativo.

Quello stato che descrivi nel pomeriggio – il bisogno di chiudere gli occhi, l’angoscia se resti sveglio, ma anche il peggioramento se ti corichi senza dormire – è qualcosa che molte persone sperimentano nei periodi di forte sofferenza psicologica. Spesso non è tanto “stanchezza fisica”, quanto una forma di sovraccarico mentale ed emotivo: come se la mente fosse sempre attiva, in allerta, e a un certo punto chiedesse una pausa che però non riesce davvero a ottenere. Il fatto che tu stia peggio sia restando attivo sia stando a letto senza dormire può creare molta confusione e senso di impotenza. Questo circolo può alimentare angoscia, irritabilità, umore depresso e pensieri molto pesanti, come quelli che accenni quando dici che ti toglie la voglia di vivere. Su questo punto voglio essere chiara: non sei solo e non devi affrontarlo da solo.

È molto importante che tu condivida esattamente queste sensazioni con lo psichiatra che ti segue, soprattutto perché il ritmo sonno–veglia e questi cali pomeridiani possono essere influenzati sia dallo stato emotivo sia dalla terapia farmacologica. Allo stesso tempo, un percorso psicologico potrebbe aiutarti a dare un significato più profondo a ciò che stai vivendo, andando oltre il sintomo e lavorando su ciò che il tuo corpo e la tua mente stanno cercando di comunicarti.

Non è necessario che tu sappia già “cos’è” o darle un nome preciso: prima viene il prendersi cura della sofferenza, poi eventualmente l’etichetta. Il tuo malessere non è un fallimento né una stranezza, ma un segnale.