Il mio compagno e le ferie
Salve, io e il mio compagno conviviamo da 4 anni e mezzo e stiamo insieme da 5 anni. Io ho 36 anni e lavoro come titolare al mercato; come ferie ho solamente tre settimane e mezzo ad agosto per tutto l’anno.
Da 36 anni, ogni estate, vado 10 giorni in Germania. Fino a due anni fa c’era mio nonno, che ora purtroppo è morto, ma continuiamo ad andarci perché ci sono gli amici di mio nonno, che stava in una casa di cura, e anche degli amici che ci siamo fatti frequentando quel posto da molto tempo.
Il problema è che il mio compagno ha sempre vissuto questi miei 10 giorni come una mancanza di rispetto nei suoi confronti e verso la fatica che fa per prendersi le ferie.
Il primo anno non ha detto niente, perché siamo andati a convivere ad ottobre. Il secondo anno lo ha fatto capire a mezza bocca, ma ci sono andata comunque. Il terzo anno ha fatto un gran casino, tanto che l’ho lasciato per poter andare liberamente a trovare mio nonno, che poi è morto ad ottobre. In quel periodo sono stata in Germania per due mesi per aiutare mia madre, che era in difficoltà.
L’anno scorso sono andata, ma lui mi ha dato un ultimatum dicendomi che non dovevo partire. Sono andata lo stesso. Ora quest’anno mi ha detto che, se andrò anche questa volta, non mi perdonerà questa scelta.
Premetto che io vado lì con mio padre, mia madre e mio fratello, che prendono le ferie apposta per andare, anche per mantenere vivo il ricordo di mio nonno.
Vorrei quindi chiedere: è sbagliato fare questa “vacanza” in Germania con la mia famiglia e poi trascorrere il resto delle ferie con lui, come abbiamo sempre fatto in questi 4 anni? Oppure dovrei passare le ferie solamente con lui?
Purtroppo il mio compagno non ha amici e con i familiari è sempre in conflitto. Quei giorni, secondo lui, è come se io lo abbandonassi.
Cosa devo fare? Sono arrivata al punto di avere l’ansia quando si avvicina l’estate.
Buongiorno Sara, ciò che descrivi non riguarda tanto il “giusto o sbagliato” della tua scelta, quanto un conflitto tra bisogni diversi all’interno della relazione.
Da una parte, i tuoi 10 giorni in Germania hanno un significato affettivo importante: sono legati alla tua famiglia, alla storia con tuo nonno e a un’abitudine che fa parte della tua identità da sempre. Dall’altra, il tuo compagno sembra vivere questa separazione come un abbandono, soprattutto considerando le sue difficoltà relazionali e il fatto che investa molto sulla coppia.
Il punto critico non è tanto il viaggio in sé, ma il modo in cui viene vissuto da entrambi: per te è un momento di continuità e legame, per lui diventa una ferita o una mancanza di priorità.
Gli ultimatum, però, sono un segnale importante: rischiano di trasformare un bisogno legittimo in uno scontro rigido, dove uno dei due deve rinunciare a qualcosa di significativo. Nel lungo periodo, questo tipo di dinamica può creare molta tensione e frustrazione.
Per questo motivo, più che scegliere “chi ha ragione”, può essere utile capire se c’è uno spazio di dialogo in cui entrambi possiate sentirvi riconosciuti: tu nel tuo bisogno di mantenere questo legame familiare, lui nel bisogno di non sentirsi messo da parte.
Se questa situazione ti genera ansia e sembra ripetersi senza trovare una soluzione, potrebbe essere utile confrontarti con un professionista. Un colloquio psicologico può aiutarti a chiarire meglio i tuoi bisogni, i tuoi limiti e a capire come gestire questa dinamica di coppia in modo più equilibrato.
Un saluto,
Dottoressa Luisa Corlianò
Psicologa
Email: [email protected]
Sede: Poliambulatorio Maglie Salus | Via Gallipoli, 59 - Maglie, Le
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