Come devo continuare?
Salve, è la prima volta che vi contatto. Non so con chi parlare e, cercando su internet, ho trovato voi.
Vi spiego un po’ la mia storia. Sto con il mio fidanzato da 6 anni e 7 mesi. Le cose tra noi andavano perfettamente, finché un giorno il mio compagno ha smesso di dialogare. Io mi accorsi di questa cosa e, invece di chiedere, ho smesso di dialogare anche io, convinta che andasse tutto bene.
Da quando ha iniziato a navigare, dal 2022, le cose non sono andate più bene: ogni cosa per me era motivo di gelosia, diventavo “appiccicosa”; se mandavo un messaggio e vedevo che non rispondeva, lo chiamavo o lo videochiamavo più e più volte.
Un anno fa, dopo un viaggio, scoprii un suo tradimento e, quando chiesi il perché di questo gesto, lui mi disse: “Perché quando avevo bisogno di te non c’eri”.
Siamo andati in pausa, lui si è imbarcato, però siamo riusciti a parlarci e a far ritornare il sereno.
Il nostro rapporto è cambiato da quando è sbarcato, perché si è autoconvinto che in realtà non sono per niente cambiata, che continuo a dire “prometto”, “faccio”, “ho capito” e poi, dopo due secondi, secondo lui, ritorno a essere quella che ero.
Ho sofferto molto. Il nostro rapporto sessuale c’era e continua ad esserci. Ovviamente lui con me non ha dialogo, non parla di tutto ciò perché dice di essersi stancato e che ormai si è rassegnato a farlo. Così come prima c’era un “noi”, ora vuole essere una persona migliore da solo.
Che dovrei fare? Io gli chiedo quale sia la cosa principale che lo fa dubitare e che lo fa stare così, ma invece di parlarmi mi risponde: “Lo sai già, però continui a non capire”, oppure: “Dopo la pausa ti ho dato una seconda possibilità e invece di dimostrare, sembra che te ne stia fregando”, quando in realtà non è così.
Anzi, per quanto ci tengo e per il supporto che ho dato e continuo a dare, a me sembra che quello che se ne stia veramente fregando sia proprio lui.
Ammetto che io ho i miei problemi che hanno portato a complicare un po’ le cose tra noi, però sono consapevole del fatto che i miei problemi debba risolverli da sola.
Ciao! Quello che descrivi sembra il racconto di una relazione che, nel tempo, è entrata in una dinamica molto faticosa per entrambi: da una parte il bisogno di rassicurazioni, la paura di perdere l’altro e la difficoltà a gestire distanza e incertezza; dall’altra un progressivo ritiro emotivo e comunicativo da parte del tuo compagno.
Il tradimento ha probabilmente aggravato una fragilità che era già presente nella relazione, ma è importante ricordare che la responsabilità di quella scelta resta sua. Allo stesso tempo, tu stessa riconosci alcune modalità che possono aver contribuito a creare tensione e sofferenza nel rapporto. Da quello che racconti, oggi il problema principale sembra essere la comunicazione: lui dice di sentirsi “stanco” e rassegnato, mentre tu senti di impegnarti senza riuscire a farti comprendere davvero. Questo porta facilmente a un circolo in cui entrambi non vi sentite visti e non riconosciuti.
È comprensibile che tu voglia capire “cosa fare” o come recuperare il rapporto, ma una relazione può evolvere solo se entrambe le persone sono disponibili a mettersi in gioco e a dialogare realmente. Portare avanti da sola il peso del cambiamento rischia di lasciarti in una posizione molto dolorosa.
Il fatto che tu riconosca di avere delle difficoltà personali da affrontare è già un punto importante. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a comprendere meglio le dinamiche emotive che vivi nella relazione, gestire l’ansia affettiva e capire con maggiore chiarezza quali sono i tuoi bisogni, i tuoi limiti e cosa desideri davvero per te stessa, al di là della paura di perdere questo legame.
Un caro saluto,
Dottoressa Luisa Corlianò
Psicologa
Email: [email protected]
Sede: Poliambulatorio Maglie Salus | Via Gallipoli, 59 - Maglie, Le
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