Gestione della rabbia in una relazione
Salve, scrivo qui perchè mi trovo in un periodo difficile e non so a chi rivolgermi. Da qualche mese sto avendo problemi a gestire la rabbia all'interno della mia relazione. Non so cosa mi stia succedendo, ma durante le discussioni con il mio fidanzato delle volte ho delle reazioni fisicamente violente, di cui mi vergogno e pento profondamente a termine della discussione e nei giorni successivi. Sprofondo un grande senso di colpa e vergogna per me stessa, ogni volta mi dico che non succederà più ma puntualmente capita di nuovo, nonostante mi sforzi di mantenere la calma. Mi sono accorta che succede soprattutto a seguito di determinate frasi o azioni da parte sua, che sa bene che mi feriscono (ad esempio quando abbandona la discussione e esce di casa lasciandomi sola, oppure quando usa la frase "hai iniziato tu"). Sono molto preoccupata per la mia salute mentale, quando ho questi episodi è come se mi sentissi accecata dalla rabbia, in un posto buio e profondo dove non ragiono. Purtroppo sonno arrivata anche a minacciare di fare del male a me stessa pur di essere capita e ascoltata, proprio perchè delle volte mi sento letteralmente disperata (e da questo episodio ora ho anche paura di avere un qualche disturbo mentale). Per dare un po' di contesto alla mia situazione, sono mesi che non mi sento bene a causa della situazione lavorativa. Nonostante sia giovane e laureata non riesco a trovare lavoro nel mio campo di studio, e questa cosa mi tormenta ogni giorno. Inoltre, il mio partner non è italiano e io mi sono trasferita all'estero da lui anche per avere più opportunità lavorative, che a quanto pare non sono arrivate per ora. Tengo moltissimo alla relazione con lui, ma ho paura che a lungo andare sarò io la responsabile se il nostro rapporto si rovinerà. Mi sento persa, non mi riconosco più e non so come uscirne...
Gentile utente,
innanzitutto vorrei dirle che il fatto che abbia trovato il coraggio di raccontare ciò che sta vivendo è già un passo importante. Dalle sue parole emerge una grande sofferenza, ma anche una forte consapevolezza: riconosce che questi comportamenti non la rappresentano, prova senso di colpa e desidera comprendere cosa stia accadendo. Questo è un elemento prezioso da cui partire.
La rabbia, di per sé, è un'emozione naturale. Tuttavia, quando diventa così intensa da far perdere il controllo o da portare ad agire in modo violento verso l'altro o a minacciare di fare del male a sé stessi, è importante non sottovalutare questi segnali. Non significa necessariamente avere un disturbo mentale, ma indica che in questo momento il suo sistema emotivo è sotto un forte carico.
Nel suo racconto sono presenti diversi fattori di stress: il trasferimento in un altro Paese, la lontananza dalla propria rete di supporto, le difficoltà lavorative e la paura di compromettere una relazione a cui tiene molto. Tutti questi elementi possono ridurre le risorse emotive e rendere più difficile gestire situazioni percepite come dolorose o frustranti.
Sarebbe importante approfondire anche il significato che assumono, per lei, alcuni comportamenti del suo partner, come il sentirsi lasciata sola durante una discussione o il non sentirsi compresa. In alcune persone queste situazioni possono attivare vissuti di forte abbandono o rifiuto, rendendo la reazione emotiva molto più intensa rispetto all'evento in sé.
Le suggerisco di non affrontare tutto questo da sola. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere l'origine di queste reazioni, a sviluppare strategie per regolare le emozioni prima che diventino ingestibili e a migliorare la comunicazione all'interno della relazione.
Infine, poiché riferisce di aver minacciato di fare del male a sé stessa durante uno di questi episodi, è importante dare il giusto peso a questo aspetto. Se dovesse accorgersi che questi pensieri dovessero ripresentarsi o diventare più intensi, le consiglio di chiedere tempestivamente un supporto professionale nel luogo in cui vive.
Con il giusto aiuto è possibile comprendere ciò che sta accadendo e interrompere questo circolo, ritrovando un maggiore equilibrio emotivo e relazionale.