Dott.ssa M. Piera Nicoletti

Dott.ssa M. Piera Nicoletti

Psicologo, Psicoterapeuta

La mia compagna mi offende, alzandomi le mani addosso con la speranza che anche io faccia lo stesso e offende la mia famiglia

Gent.mi psicologi, vi contatto per trovare una soluzione al mio problema. Io e la mia compagna ( entrambi ventiseienni) stiamo insieme da due anni, lei è separata da un uomo che la picchiava sempre per ogni minima sciocchezza, ed ha una bambina di 6 anni, dopo circa 8 mesi che ci conoscevamo abbiamo deciso di prendere casa insieme, anche perché lei aveva un rapporto terribile con la madre, la quale tutti i giorni la malmenava e ingiuriava contro di lei, e anche di me la madre nn pensava bene, tanto da chiamarmi pezzente e morto di fame senza neanche conoscermi, tengo a precisare che lavoro con contratto regolare e guadagno una paga regolare da impiegato. Tornando a quando siamo andati a convivere, le cose inizialmente erano fantastiche, sentivamo di amarci alla follia, lei era tutto quello che cercavo da tempo, lei adorava la mia famiglia, mia madre le mie sorelle e mio padre, mentre entrambi decidemmo di nn aver più nessun rapporto con la madre e il padre di lei dopo quello che era successo. Nei mesi successivi la mia compagna rimase incinta e un mese prima del parto, decisi di ricucire i rapporti con mia suocera e così anche la mia compagna. Dopo la nascita di nostro figlio, le cose però sono un po' cambiate, la mia compagna ha iniziato a non prendere più iniziativa nei rapporti sessuali, prima conducevamo una vita sessuale tranquillissima, e l iniziativa era presa da entrambi, adesso invece ero solo io, e poi qualsiasi cosa era una buona scusa per litigare alla grande, offendendomi su ogni fronte, chiamandomi pezzente, accusandomi di far mancare tutto a mio figlio (cosa nn vera), alzandomi le mani addosso, con la speranza che anche io faccia lo stesso ( parole dette da lei), mettendomi a paragone con il suo ex marito e offendendo la mia famiglia, senza che ci fosse stato qualche litigio con loro, accusandomi di riportare ogni litigio fatto tra me e lei a mia madre e sparlare di lei, addirittura confidandomi di non aver nessuna fiducia in me, ed essere convinta che io abbia un altra relazione. Non so se questi comportamenti strani, siano stati dettati da qualche trauma post parto, o qualcosa si è spento e nn c'è ne siamo accorti, ho provato a chiedergli di contattare uno psicologo,a la sua risposta e stata negativa, voglio giocarmi tutte le carte prima di ricorrere a qualche avvocato per quanto riguarda il bambino, anche perché nn mi va di crescere mio figlio da lontano e poi perché vorrei che tornasse la persona che ho conosciuto due anni fa. Spero mi siate di aiuto, grazie in anticipo.
credo sia necessario che la sua compagna riconosca che i suoi atteggiam e compo sono cambiati dopo la nascita di vs figlio; è altresì necessario che come tutte le vittime di violenza, fisica e psichica, si faccia a iutare in una fase della sua vita in cui sta assumendo gli stessi comportamenti dei suoi "persecutori" e sopratutto per evitare che il bambino possa diventare a sua volta, vittima di situazioni conflittuali e violente a cui è destinato ad assistere se la sua compagna non è in grado di controllare le sue esplosiaonio. E' fondamentale chiedere aiuto ad un esperto/a da solo non è in grado di aiutare chi, ha già difficoltà ad ammettere i propri problemi.
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Dott.ssaM. Piera Nicoletti

Psicologo, Psicoterapeuta - Pordenone

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