Dott.ssa Marcella Angioni

Dott.ssa Marcella Angioni

Psicologo, Psicoterapeuta

Mia figlia di 16 anni improvvisamente dice di essere un ragazzo.

Buongiorno,
Sono separata da quasi un anno. Ho due figlie di 20 e 16 anni. Mia figlia maggiore all'età di 16 anni mi ha detto di essere lesbica, cosa che ho accolto non senza problemi, ho ricevuto un'educazione cattolica e questo basta per far capire quanto ero di mentalità chiusa. Qualche settimana fa la minore mi ha detto di essere una ragazzo. Ho accolto la notizia fingendo tranquillità e serenità, dandogli certezza del mio appoggio incondizionato e che avremmo affrontato insieme il percorso. Ma i dubbi ora stanno prendendo il sopravvento. I dubbi si riferiscono al fatto che è sempre stato molto femminile, era una bambina e ragazza solare e sempre felice. Da un anno a questa parte fra chiusure Covid, inizio del liceo e separazione si è chiuso ed è diventato triste ed arrabbiato. Il padre dalla separazione non ha più avuto nessun contatto, non chiama ne si interessa minimamente a loro. Ho pensato che stesse soffrendo anche per questa situazione, ha problemi con una professoressa al liceo, ma ha mantenuto sempre buoni risultati. Il dubbio più grande sorge dalla risposta alla mia domanda: Come ti sei accorto di essere maschio?
La risposta è stata: "ho scaricato sul cellulare TikTok e ho guardato video e ascoltato le storie di ragazzi come me e ho capito che quel malessere che sentivo era perchè non mi piacevo e ho capito che in realtà sono un ragazzo. Insomma il mio corpo mi mette in imbarazzo non mi piace e ora sò il perchè!". Fra qualche giorno avrà l'incontro con lo psicologo della scuola ma mi ha detto che non sa se gli parlerà di questo. Non posso scegliere uno psicoterapeuta privato in quanto il padre non risponde nè alle email nè al telefono ed essendo minorenne serve anche l'autorizzazione del padre. Mia figlia maggiore ha i miei stessi dubbi, non riusciamo a capire se questa sua identità sia effettivamente ciò che prova e che sente. Quello che più mi preoccupa è che anche nonostante ci abbia messe al corrente della sua identità, anche se lo abbiamo appoggiato e ci rivolgiamo a lui con i pronomi giusti (a volte io sbaglio!) non sembra essere felice, continua ad essere arrabbiato e solo, si isola ed è sempre al cellulare. A volte parla da solo e gesticola soprattutto quando gioca ai videogiochi, cosa che fino a qualche mese fa odiava! Chiedo qualche consiglio per affrontare la situazione nel miglior modo possibile! Grazie

Gentile Antonella,

occorre che su* figli* possa affrontare tale tematica con un professionista esperto in tematiche di genere. Lo psicologo scolastico ha un mandato di tipo differente, quindi, sia che gli si porti questo tema, sia che su* figli* non ne parli, non potrà comunque offrire il tipo di consulenza che merita un tema del genere.

Le consiglio di informarsi presso un avvocato su come attivare il giudice tutelare, visto il mancato accordo col padre, per poter permettere al ragazz* di iniziare un percorso psicologico e psicoterapeutico adeguato, che lo possa accompagnare nella complessità del tema in oggetto.

Un saluto