Come devo fare
Ho perso mia moglie 13 anni fa in sette giorni per una leucemia fulminante e ancora oggi non ne sono uscito e ci soffro, ho tentato di ricostruirmi una vita, attualmente ho una compagna che ha scoperto di avere un tumore al peritoneo e ora si trova in ospedale e sta male, io non ce la faccio più come unica soluzione vedo la mia morte
Leggere le sue parole fa comprendere quanto dolore stia portando dentro da tanti anni. Perdere sua moglie in modo così improvviso e devastante è stato un trauma enorme, e il fatto che dopo 13 anni la ferita sia ancora aperta non significa debolezza: significa che è stata una perdita profondissima.
Ora si trova di nuovo davanti alla malattia di una persona che ama, e questo può riattivare paure, ricordi e un senso di impotenza che sembra insopportabile. È comprensibile che si senta sopraffatto.
Quando però scrive che come unica soluzione vede la sua morte, questo è un segnale molto importante. In questo momento il suo dolore è fortissimo, ma la sua morte non è una soluzione: è il segno che sta soffrendo troppo da solo. E restare solo con questi pensieri è pericoloso.
Le chiedo di fare una cosa concreta subito: parlare con qualcuno oggi stesso, Il dolore che sta vivendo merita uno spazio serio e protetto.
Resto a completa disposizione.
Dott. Marco Di Bartolomeo
Psicologo e Psicoterapeuta
Psicologo e Psicoterapeuta - Salerno