Adolescenza e vita notturna: la cultura da sballo.

In una notte dancing tra musica forte, balli e alcool, i ragazzi si “spogliano” in maniera artefatta del proprio Sé, per ricongiungersi agli altri, eludendo ansia e paura. Si è sviluppata tra i giovani e i giovanissimi la cosiddetta “cultura da sballo”, caratterizzata dal consumo di bevande alcoliche, dall’uso di sostanze stupefacenti e da condotte disinibite e pseudoaudaci.
Si diffonde nell’ universo giovanile  l’assunzione di bevande alcoliche che in determinate condizioni  e dosi possono alterare lo stato di coscienza. Lo stato alterato si caratterizza  per la poca o scarsa consapevolezza dell´ambiente attiguo da parte del soggetto sbronzo, il quale fruendo di un controllo ridotto e inefficace dei suoi sensi, elabora in maniera distorta le proprie sensazioni,emozioni e pensieri.
Il “bere insieme” agli amici diventa per molti ragazzi un “abituale scismastico” accreditato dalla comitiva, che  decanta orazioni in lode a favore dei membri che si legano all’alcool. Ed è proprio il gruppo che accoglie  i nuovi membri introdottisi, ma che impone implicitamente, a dirigere l’attenzione verso le bevande alcoliche.
I ragazzi, in uno stadio adolescenziale tendono a legarsi senza sosta al gruppo dei pari  che costituisce una rete interindividuale efficace anche ad accrescere l’immagine positiva di sé. Il senso di vuotaggine, inoltre,  attanaglia i nostri adolescenti, guidandoli  nel   mondo velato dello sballo.
L’arte dei suoni e l’alcool conducono  gli adolescenti fruitori in un gorgo di emozioni lancinanti, somministrando vitalità necessaria  per ballare nelle ore notturne, con il ritmo di una musica rintronante.  Emerge uno stordimento, un vero e proprio trip, che discosta i ragazzi per qualche ora da una realtà bigia e monotona.  L’alcool  sopprime le insicurezze, regalando euforia e abilità sociali, purtroppo  a lungo termine il risultato cambia. 
La ricerca scientifica, infatti, afferma che coloro che iniziano a bere da adolescenti hanno notevoli probabilità di divenire alcooldipendenti. Alcuni fattori eziologici alla base del processo di consacrazione delle bevande alcoliche  sono da ricercare sia negli stati di angoscia e preoccupazione sia nel desiderio di associazione ad un gruppo, ma anche nell’inadeguatezza del soggetto di far fronte agli stress e alle percosse della vita.
La percezione ineluttabile degli eventi congiunta ad atteggiamenti di autosvalutazione e/o di ipervalutazione di sé  possono determinare sia una sensazione di vuoto interiore sia una percezione distorta del mondo.  Il desiderio di avere tutto e subito, sbriciola e vanifica il senso della vita stessa.
Alcuni dei segnali che emettono i giovani dediti alla cultura da sballo:
- alterazioni del ritmo sonno/veglia
- mutamento delle abitudini alimentari
- cambiamento del modo di essere
- difficoltà di concentrazione,
- scarso interesse per le attività ricreative
- eccessivo interesse per le attività ricreative
-  insofferenza ad approvazioni  e insofferenza a disapprovazioni
Una buona dose di “resilience” (resistenza agli ostacoli) esorta a fornire soluzioni adattabili alle disparate circostanze del momento.  Valutare i fattori di rischio in età evolutiva significa diagnosticare le possibili strategie di “coping” messe in atto dal soggetto, ossia, i meccanismi cognitivi/difensivi usati ad hoc al cospetto di eventi spiacevoli.
Ogni ragazzo riesce, infatti, a superare in maniera differente gli ostacoli che incontra, sulla base della insufficiente o esauriente gestione delle risorse interiori.
Comprendere i meccanismi di resilience è pregevole per gli insegnanti, per i genitori e per tutti coloro che vivono con gli adolescenti. Spesso, infatti, sono i discorsi equanimi degli adulti  menzionati al momento giusto utili a superare un cambiamento improvviso. 
E’ necessario, dunque, intervenire con la giusta dose di prevenzione, per evitare che un involucro di vetro contenente un’essenza prodigiosa(l’alcool) possa plagiare in maniera lusinghevole ma ingannevole i nostri adolescenti.

 

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