Mio figlio si lava spesso le mani
Buonasera, mio figlio ha 13 anni e da qualche tempo ho notato che tende a lavarsi molto spesso le mani. Si fa abbracciare, almeno per il momento, ma non sopporta che chiunque gli tocchi il viso con le mani. In generale posso dire che è un ragazzino sereno e sensibile. Fa amicizia abbastanza facilmente e a scuola non ho mai avuto grossi problemi. Non è un ragazzo che parla molto però, ma a questo non ho mai dato molta importanza poiché credo che sia un comportamento abbastanza comune in adolescenza. Ha una sorella di 16 anni e due fratellini di 7 anni ma non ci sono mai stati problemi di gelosie, anzi si mostra molto legato ai propri fratelli anche se non mancano le litigate, ma credo che anche questo sia piuttosto normale. Passa molto tempo in bagno ed ho capito che ha iniziato a masturbarsi. Riguardo al lavaggio continuo delle mani io cerco di non fargli domande, anche se a volte gli ho fatto notare che è un comportamento che potrebbe nuocergli. Ho provato a chiedergli se ha qualche preoccupazione interiore ma mi risponde molto serenamente ( mi sembra sincero) che non ha niente. Vorrei sapere se necessita di un aiuto psicologico o se, data la giovane età, posso aspettare ancora un po' e vedere come evolvono le cose. Grazie Fatemi sapere per favore
Salve Monica,
la ringrazio per aver condiviso con tanta attenzione e sensibilità le sue osservazioni: dal modo in cui descrive suo figlio emerge una mamma molto presente, capace di cogliere anche i cambiamenti più sottili senza essere invadente, e questo è un fattore molto protettivo.
L’adolescenza è una fase di grandi trasformazioni fisiche ed emotive, e alcuni comportamenti nuovi – come una maggiore attenzione al corpo, alla privacy, alla sessualità o all’igiene – possono rientrare in un processo di crescita fisiologico. Anche il bisogno di stare più tempo da soli e di parlare meno con i genitori è piuttosto comune a questa età.
Detto questo, il lavaggio frequente delle mani e il disagio nel contatto sul viso meritano una osservazione attenta ma non allarmistica. Da soli non indicano necessariamente un disturbo, soprattutto se suo figlio appare sereno, mantiene buone relazioni, funziona bene a scuola e non mostra segnali di sofferenza evidente. A volte questi comportamenti possono essere una modalità temporanea per gestire cambiamenti interni o un bisogno di controllo tipico di questa fase evolutiva.
Il fatto che lei non lo pressi con domande e che mantenga uno spazio di dialogo aperto è molto importante. Può continuare così, magari normalizzando il confronto (“se un giorno senti di avere pensieri o preoccupazioni, io ci sono”) senza focalizzarsi troppo sul sintomo.
Riguardo alla possibilità di un supporto psicologico: al momento, più che una necessità urgente, potrebbe essere considerato come una risorsa preventiva qualora i comportamenti dovessero intensificarsi (ad esempio aumento marcato dei rituali, disagio evidente se non può lavarli, isolamento, calo scolastico o emotivo). In assenza di questi segnali, può legittimamente prendersi del tempo per osservare l’evoluzione.
In sintesi, non sembra esserci motivo di allarme immediato, ma è corretto – come sta facendo – rimanere vigili e disponibili. Se in futuro dovesse percepire un cambiamento nel suo benessere emotivo o un irrigidimento dei comportamenti, una consulenza psicologica potrebbe offrire uno spazio di ascolto utile e non necessariamente “patologizzante”.
Resto a disposizione e la incoraggio a fidarsi anche del suo intuito genitoriale, che appare ben sintonizzato su suo figlio.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Maria Rosa Biondo
Psicologa-Psicoterapeuta - Catania