Come superare il dolore e ritrovare la voglia di vivere dopo 24 anni di matrimonio (lui e l’amante)
Mio marito mi ha lasciata in 2 minuti senza nemmeno dire scusa, per un’altra, dopo 24 anni di matrimonio. Tra di noi andava tutto bene, eravamo innamorati, ma in 10 giorni lui perde la testa per una e decide che ama lei e va a vivere con lei subito. Io sono quasi morta, ma a lui non importava. Sono impazzita, poi dopo 5 mesi ho cercato di sostituire lui con un nuovo uomo, ma non ha funzionato; sembrava che stessi meglio e che avessi accettato. Lui, dopo 3-4 mesi, è tornato piangendo e, anche se io gli ho aperto un po’ la porta, lui non ha mai fatto il passo vero e proprio di lasciare lei e iniziare a frequentarci e vedere se potevo perdonare. Non ha rispettato il mio dolore e i miei tempi. Voleva venire a casa mia (vivo con nostra figlia di 23 anni) perché lui diceva che noi ci amiamo e funzioniamo bene insieme. Ma io non mi fido più, quindi pretendevo tempo e fatti, non solo parole. Il fatto sta che ora sono sola per scelta mia per superare il dolore, ma ora, dopo 10 mesi, lui comunque vive con lei e io sono di nuovo a terra come all’inizio. È normale? Pensavo di essere in salita, che riuscivo ad andare avanti (economicamente sono autonoma), invece ora il dolore è tornato come quello dei primi giorni. Perché? La voglia c’è di superare, di trovare la forza, ma ho provato psicologo, palestra, uscire, e niente funziona. Mi viene solo da piangere e di stare a letto. So che le persone si lasciano andare, so che non dobbiamo essere attaccati, ma il dolore c’è e il cuore è tanto ferito perché ho sempre dato amore a tutti, sempre. Voglio solo stare bene con me, ritrovare la mia pace interiore. Come? Grazie mille.
Beatrice, quello che stai vivendo è un dolore profondo e legittimo. Dopo ventiquattro anni di relazione, essere lasciata in modo così improvviso e senza una vera riparazione è un vero trauma affettivo, non solo una separazione. Non hai perso solo tuo marito, ma anche una parte importante della tua storia, della tua identità e dell’idea di futuro che avevi costruito.
Il fatto che, dopo mesi, il dolore sia tornato forte non significa che tu stia tornando indietro o che tu stia fallendo. Spesso, dopo uno shock e una fase in cui si cerca di reggere e andare avanti, la psiche trova solo più tardi lo spazio per sentire davvero la perdita. In più, il suo ritorno senza una scelta chiara ha probabilmente riaperto la ferita e lasciato dentro di te una speranza non riparata, che oggi rende tutto ancora più doloroso.
La stanchezza, il pianto, il bisogno di stare a letto non sono segni di debolezza, ma il modo in cui il tuo mondo interno sta cercando di elaborare un lutto complesso. Non è qualcosa che si risolve con la forza di volontà o tenendosi solo occupati: è un processo che ha bisogno di tempo, ascolto e rispetto per quello che senti.
Il desiderio che esprimi di ritrovare la tua pace interiore è una parte sana e viva di te, anche se ora ti sembra lontana. La guarigione non è lineare: è fatta di onde, di momenti in cui si sta un po’ meglio e altri in cui il dolore torna a farsi sentire.
Infine, è importante dirlo con chiarezza: il modo in cui sei stata lasciata non dice nulla sul tuo valore. Dice molto di più sui limiti emotivi di chi non ha saputo prendersi la responsabilità del legame e del dolore che stava creando. Tu hai amato, e questo resta vero. Ora sei in un tempo difficile di passaggio, ma è proprio attraversando questo dolore, con il giusto supporto, che potrai lentamente ricostruire un senso di te più tuo e, con il tempo, ritrovare quella pace che desideri.
Psicologa-Psicoterapeuta - Catania