Dott.ssa Mariacristina Rappazzo

Dott.ssa Mariacristina Rappazzo

Psicologo, Psicoterapeuta

Mio figlio ha preso il sopravvento su di me

Sono una mamma di due figli 22/25 maschio sono divorziata da 14 anni e sono distrutta  mio figlio ha preso sopra vento su di me, pensa di essere il capo famiglia e di comandare non lavora sta tutto il gg. al telefono si lava poco sta nella sua camera tutto il gg. fuma lascia le cicche a terra mangia lascia i piatti tutto in camera...se le faccio osservazione lancia quello che trova per ferirmi non fisicamente,mia figlia sta da mia mamma da 5 anni altrimenti faceva la mia stessa fine. otto mesi fa ho voluto togliere il passato ristrutturando la casa interna.non le dico mi ha mandato via il muratore cosi ho dovuto prendere un impresa e stare fuori da casa per tre mesi da mia sorella e lui e stato in casa a controllare che tutto andasse bene...ora vuole partire per due mesi a fare l animatore l ha già fatto tre mesi all anno parte con l agenzia..io non voglio perché secondo me a la testa disturbata cosa posso fare?e già stato da un psichiatra le ha dato delle gocce per tranquilizzarlo poi doveva andare dal psicologo ma non vuole..ho cercato di prenderlo con buone e non ho ottenuto nulla  con le cattive e peggio io faccio oss per cui sono fuori casa tutto il gg.sono stata a casa tre settimane in ferie è stato un inferno..parte al 15 di questo mese e io mi sono rifiutato a preparagli le valigie..va dal dott.a farsi dare sempre medicinali per male alla testa..mi sono accorta che beve ho fatto sparire anche quello..penso che sia gay..la mia presenza a casa lo disturba parecchio quello che faccio me lo disfa come lavori di casa..non so come muovermi..beve parecchi caffe e mangia di continuo alla mattina dorme fino a mezzogiorno e alla sera non ha mai sonno e sempre su internet al telefono dice che guarda i cartoni...e molto bugiardo....
Suo padre compulsivo di gioco d'azzardo e da 14 che non c è e non ha visto più i suoi figli... mi può dare un consiglio grazie

Salve,

leggo con attenzione quello che scrive e comprendo che non deve essere facile affrontare la"tirannia" di suo figlio, che da quello che descrive è frutto di un malessere. A mio parere la decisione di partire  per lavorare ed uscire per due mesi dalla sua apatia è  da accettare e supportare. Farebbe più male a lui e a lei che lui restasse a casa, rinchiuso nella sua stanza e nelle sue dipendenze. Cosa fondamentale è l'autonomia, più si è autonomi maggiore è  il benessere, non è necessario faccia lei le valigie per il figlio: a 25 anni è pienamente in grado di farsele da solo.

Non sottovaluterei l'idea che possa chiedere un supporto psicologico lei stessa per affrontare al meglio la situazione familiare.