Sono io troppo rigido o gli altri troppo flessibii?
Ciao, da più di un anno mi frequento con una donna della mia stessa età, 44 anni, tra di noi le cose vanno benissimo, sia dal punto di vista sentimentale-affettivo che nell'intimità. Qualche tempo fa, parlando delle nostre prime esperienze, mi ha confessato che il suo primo rapporto l'ha avuto all'età di 16 anni con un ragazzo di 12 anni più grande.
La cosa, non so perché, mi ha infastidito molto e mi scopro a pensarci spesso quando sono da solo. Da parte sua, all'epoca, nella scelta del suo primo 'incontro' fece un ragionamento lucido: ovvero, preferì un ragazzo molto più grande perché quelli della sua età le sembravano immaturi e incapaci di gestire l'ormone; la paura di qualche imprevisto la frenava nei confronti dei suoi coetanei. Quello che invece mi fa rabbia è pensare a quel ragazzo, allora ventottenne, che con fare gentile e a modo si è 'approfittato' di lei ragazzina. Quando mi parla di quella storia mi infastidisce ogni cosa, e ogni particolare mi fa pensare a lui che ne approfitta; anche quando mi dice che la loro frequentazione finì senza che nessuno dei due si 'strappasse' i capelli per il dispiacere, vedo lui, ventottenne, liberarsi di una zavorra usata per i suoi comodi. Credo che a quella età non ci sia niente da condividere. Siccome il pensiero mi assilla, e non poco, la mia disapprovazione al riguardo di questa storia come la giudica?"
Ciao Emanuele, la sua disapprovazione non ha motivo di essere giudicata. Al massimo, compresa.
I motivi per cui si sente particolarmente infastidito da questa storia possono essere molteplici: potrebbe avere un senso di protezione verso la sua compagna, che si estende anche alla sua vita passata, per cui, a pensarla ingenua, le viene rabbia nei confronti di chi, secondo lei, non ha protetto la sua ingenuità; è possibile che ci sia un fattore di gelosia retroattiva, non pienamente riconosciuta. Magari entrambe le cose, insieme a una serie di sue credenze in generale riguardo la vita (non c'è niente da condividere a quell'età). E' importante ricordare, però, che queste sono sue idee, e non corrispondono necessariamente alla realtà dei fatti.
Se questo pensiero l'assilla, e se vuole, cercare un supporto che l'aiuti a comprendersi e a gestire con meno sofferenza determinate dinamiche potrebbe esserle benefico.
Psicologa - Chieti