Come supero i sensi di colpa?
Una settimana fa ho perso il mio cagnolino in modo tragico. Aveva 18 anni e la demenza senile ha preso il sopravvento, non facendogli percepire il pericolo: è salito sulle piante ed è caduto dal balcone. Io avevo messo delle protezioni alla ringhiera in quel punto dove non arrivava il resto della rete, ma mentre ero in vacanza (con lui), mia mamma le ha tolte e, mentre portavo su i bagagli, lui è andato proprio lì, nell'unico punto che era scoperto. Non lo trovavo e, vedendo un vaso ribaltato, ho subito capito. Ho guardato giù e l'immagine non riesco a togliermela dalla testa. So che per la malattia e l'età non sarebbe vissuto ancora molto, ma non riesco ad accettare di averlo perso così. Ho fatto tanto per farlo arrivare a 18 anni e l'ho perso in un secondo per una dimenticanza neanche mia, ma che avrei potuto controllare. Non riesco a reagire, non esco di casa, non ho voglia e forza di fare nulla. Avevo dei progetti di rimettermi a studiare, ma ora non ho la testa per fare niente.
Ciao, mi dispiace molto per quello che ti è successo. Dalle tue parole emerge tutto l'amore che hai avuto per il tuo cagnolino e quanto sia stato importante nella tua vita.
Perdere un animale con cui si è condiviso così tanto tempo è un'esperienza di lutto profonda. Nel tuo caso, poi, alla sofferenza della perdita si aggiunge la tragicità di quanto è accaduto, il senso di colpa e soprattutto quell'immagine che continua a tornarti alla mente e che sembra rendere ancora più difficile elaborare l'accaduto.
Vorrei soffermarmi proprio sul senso di responsabilità che ti stai attribuendo. Quando accade qualcosa di così improvviso e doloroso, è frequente ripercorrere mentalmente gli avvenimenti, cercando di individuare cosa avremmo potuto fare diversamente. La mente cerca una spiegazione e, talvolta, si aggrappa all'idea che avremmo potuto impedire ciò che è successo. Ma sapere oggi come sono andate le cose non significa che avresti potuto prevederle o controllarle tutte.
Hai fatto tanto per prenderti cura di lui, lo hai accompagnato fino a 18 anni e hai cercato di proteggerlo anche attraverso delle precauzioni concrete. Questo fa parte della vostra storia insieme e non dovrebbe essere cancellato da un evento tragico.
Inoltre, vorrei dirti che non devi pretendere da te stessa di reagire subito, di riprendere i tuoi progetti o di tornare alla quotidianità come se nulla fosse successo. In questo momento stai attraversando un lutto e hai bisogno di tempo per dare spazio a quello che senti.
Se però l'immagine della caduta continua a ripresentarsi in modo intrusivo e ti impedisce di riprendere le tue attività, potrebbe essere importante parlarne con uno psicologo, per trovare uno spazio in cui elaborare non soltanto la perdita, ma anche la componente traumatica di quanto hai vissuto.
Vorrei lasciarti con una riflessione: la vostra storia non coincide con quel momento terribile. È fatta di 18 anni di presenza, affetto, cura e vita condivisa. Cerca, quando sarà possibile, di non lasciare che l'ultima immagine prenda il posto di tutte le altre.
Un caro saluto
Dott.ssa Marika Mariani
Psicologa Clinica - Milano