Dott.ssa Marzia Mazzavillani

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Dott.ssa Marzia Mazzavillani

Psicologa Clinica terapeuta Voice Dialogue e Dreamwork

Ansia nei bambini

Salve, ho una bambina di 7 anni. Dopo aver visto il nonno andare in ospedale per un probabile tumore allo stomaco e dopo aver sentito che cos’è un arresto cardiaco, da 4 giorni la sera piange, lamentando dolore alla pancia e al petto, dovuto all’ansia che il cuore possa fermarsi. È stata effettuata anche una visita pediatrica, durante la quale le è stato detto che va tutto bene, ma da due giorni al mattino piange anche per entrare a scuola. Mi sapete dire se il motivo può essere lo stato d’animo legato alla situazione del nonno?

Buongiorno Maurizia, quello che descrive è molto probabilmente collegato allo stato emotivo attivato dalla situazione del nonno.

A 7 anni i bambini iniziano ad avere una rappresentazione più realistica del corpo, della malattia e della morte, ma non hanno ancora strumenti psichici maturi per elaborare eventi che evocano perdita, pericolo o irreversibilità. Le informazioni su tumore e arresto cardiaco, anche se ascoltate in modo frammentario, possono essere state vissute come una minaccia diretta alla propria sicurezza.

Alcune cose da ricordare:

  • Il dolore al petto e alla pancia è una modalità tipica con cui l’ansia si esprime nel corpo nei bambini. Non è simulazione né capriccio.

  • La paura che “il cuore si fermi” indica che l’idea è stata interiorizzata senza filtri, come qualcosa che può accadere improvvisamente anche a lei.

  • Il pianto serale e poi mattutino segnala un livello di attivazione emotiva persistente, che ora si estende anche alla separazione e alla scuola.

  • Il fatto che la visita pediatrica sia risultata normale è importante sul piano medico, ma non basta a calmare un’angoscia di tipo emotivo, perché l’ansia non si placa con spiegazioni razionali.

Quindi, la bambina sta reagendo a un’esperienza percepita come minacciosa e destabilizzante, e sta cercando di dare un senso a qualcosa che per lei è troppo grande. Il corpo diventa il luogo in cui questa paura si manifesta.

Cosa può essere utile ora:

  • Accogliere la sua paura senza minimizzarla, dicendo per esempio “capisco che ti spaventi sentire parlare di queste cose”.

  • Evitare spiegazioni tecniche o rassicurazioni assolute come “non succederà mai”, che possono aumentare la confusione.

  • Aiutarla a distinguere ciò che riguarda il nonno da ciò che riguarda il suo corpo e la sua età.

  • Ripristinare  la routine scolastica, senza forzature ma con fermezza calma.

Se nei prossimi giorni il pianto, i dolori somatici o il rifiuto scolastico dovessero persistere, un  supporto psicologico infantile potrebbe essere molto utile per aiutarla a rimettere al proprio posto questa paura e restituirle sicurezza. Un cordiale saluto

Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa clinica, Voice Dialogue, Lavoro con i sogni

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Psicologa Clinica terapeuta Voice Dialogue e Dreamwork - Forlì-Cesena

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