Dott. Massimiliano Padovani

Dott. Massimiliano Padovani

psicologo clinico, psicologo dello sport

Esclusione a scuola

Buongiorno, mia figlia di 13 anni ha vissuto diverse “esclusioni”. Prima è stata esclusa dal gruppo di amiche della pallavolo, ora sta venendo pian piano esclusa anche dalle compagne di classe, con le quali l’anno scorso aveva invece un bel rapporto.
Io, da madre, non so cosa fare, perché la vedo soffrire. Vorrebbe tanto uscire, ma non viene mai invitata da nessuno. Ho provato a invitare io delle amiche a casa e, anche se accettano, poi non la richiamano mai.
Come mi devo comportare? Cosa posso fare?

Buongiorno,
quello che sta vivendo sua figlia è davvero faticoso, e anche per lei, come mamma, non deve essere semplice assistere a questa sofferenza senza sapere come aiutarla. Il suo sguardo attento e la sua preoccupazione sono tuttavia già un segnale importante di vicinanza.

A 13 anni il bisogno di sentirsi parte di un gruppo è molto forte, le amicizie hanno un peso enorme e le esclusioni possono ferire profondamente, ed è naturale che sua figlia ci stia male e che desideri essere cercata e inclusa.

Ci sono alcune cose che potrebbero aiutarla in questo momento, qui di seguito provo ad essere più dettagliato, nella speranza di esserle un po' di aiuto:

  • Accogliere le sue emozioni
    Prima di tutto, continui a esserci come sta facendo ovvero ascoltarla senza minimizzare, senza cercare subito soluzioni, ma facendole sentire che ciò che prova è comprensibile. A volte sentirsi capita è già un grande sollievo.
  • Parlarne insieme, con delicatezza Se lei è disponibile, può provare a esplorare con calma cosa sta succedendo, se ci sono stati episodi particolari o cambiamenti nel gruppo.
  • Evitare di “forzare” le relazioni Invitare le compagne a casa è un gesto molto premuroso, ma se poi i rapporti non proseguono spontaneamente, può risultare frustrante per sua figlia. A questa età è importante che i legami nascano anche da iniziative tra pari, non solo organizzate dagli adulti.
  • Aprire nuove possibilità Può essere utile incoraggiarla a frequentare ambienti diversi ad esempio attività, corsi o contesti dove possa incontrare ragazzi con interessi simili. A volte cambiare contesto permette di sentirsi più liberi e trovare persone più affini.
  • Rinforzare ciò che di positivo c’è in lei In momenti così è facile che una ragazza inizi a pensare di “non piacere” o di avere qualcosa che non va. È importante aiutarla a vedere e riconoscere le sue qualità, senza negare la fatica che sta vivendo.

Infine, dare tempo al tempo, le relazioni in adolescenza possono cambiare rapidamente e il fatto che l’anno scorso avesse un buon rapporto con le compagne è un segnale importante, significa che ha le capacità per costruire legami, anche se ora sta attraversando una fase più difficile.

Tuttavia, se dovesse notare che la sofferenza aumenta, che si isola molto o che perde fiducia in sé, potrebbe essere utile valutare un supporto esterno con un professionista, come anche un eventuale spazio di ascolto per lei.

Nel frattempo, la cosa più preziosa che può offrirle è proprio ciò che già sta facendo ovvero esserci, con presenza, pazienza e affetto. Anche se non risolve subito la situazione, le dà una base sicura da cui ripartire.

Un caro saluto

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