Dott.ssa Ottavia Passaquindici

Dott.ssa Ottavia Passaquindici

Psicologa, Psicoterapeuta psicoanalitica

Mio figlio si rifiuta di entrare a scuola

Buongiorno
Vi scrivo per sottoporvi una grande difficoltà che io e mio marito stiamo affrontando da quando nostro figlio di 6 anni ha iniziato la 1° elementare. Dopo la prima settimana di "scoperta" in cui andava volentieri, il bambino ha messo in atto un netto rifiuto nel momento in cui deve entrare a scuola. Deve essere tutte le mattine trascinato con la forza in classe dalle maestre perchè si aggrappa al papà, o a me o a chi prova ad accompagnarlo e non c'è niente, in quel momento di corto circuito, che lo faccia desistere. Oggi il papà lo ha persino lasciato ai piedi delle scale ma lui è scoppiato a piangere ed è dovuto tornare indietro. E' determinato incredibilmente nel non voler entrare e non entra. Lo fa solo perché trascinato.
Abbiamo provato a capire in tutti i modi cosa lo blocchi, se c'è qualcuno che lo infastidisce, ma si limita a dire che non ci vuole andare perchè si stufa, o perchè voleva andare nella scuola del suo amico... Le maestre ci dicono che, generalmente, dopo qualche minuto si calma e lavora bene, è bravo e loro lo gratificano molto, socializza con tutti. Effettivamente quando al pomeriggio lo ritiro, è contento e nel corso del pomeriggio capita che mi racconti episodi anche buffi della giornata. Di notte dorme, mangia, è sereno per il resto della giornata. Ho provato a parlargli e a convincerlo dicendogli che capiamo che a volte il nuovo spaventa, ma che lui ha tutte le capacità per affrontare anche questa nuova esperienza e che noi siamo convinti che lui possa farcela.
Purtroppo però ad oggi ancora nessun risultato.
Evidenzio che ha sempre avuto problemi nel distacco al mattino, da quando andava al nido fino alla materna, dove non piangeva più, ma voleva entrare con la mano del papà o mia, dopodichè prendeva il via.
Non credo che soffra la nostra mancanza perché capita che a volte (pomeriggio o sera) venga affidato insieme al suo fratellino ai nonni, o alle baby sitter. Non ha mai fatto una piega, anzi si dimostra sempre contento.

Guardandolo così mi sembra incapace di gestire questa sua frustrazione, lui riconosce il problema e il disagio che crea a sé stesso ma anche al papà che fa tardi al lavoro ogni mattina, alle maestre che devono lasciare la classe per andare in atrio a prenderlo, ai suoi compagni che perdono minuti di lezione,ne è perfettamente consapevole ma non riesce proprio a superare questo scoglio. E' come se si alzasse davanti a lui un muro insormontabile non appena mette piede nel cortile della scuola.
Ho provato a dirgli che la TV non la guarda più, che non mi deve chiedere più niente fin quando non capisce e non decide che al mattino si va a scuola e si deve entrare senza tante storie.
Però non sono convinta di niente, in questo momento sia io che mio marito abbiamo molta confusione.
Grazie se vorrete darmi qualche dritta.

Buonasera Emanuela,

la separazione dai genitori a questa età può essere ancora di difficile gestione senza richiedere necessariamente il supporto di uno specialista.

Questo soprattutto a fronte del fatto che per altre situazioni dove l'ambiente è più familiare non sembra essere problematico il distacco e che anche a scuola dopo poco riesce a tranquillizzarsi seguendo la lezione ed interagendo con i compagni.

Consiglio, anche se comprendo il dispiacere nel vedere il proprio bambino in lacrime, di essere molto rapidi nel salutarlo e, più che punirlo per il suo comportamento, dargli dei rinforzi positivi quando esce da scuola. Potrebbe anticipargli la mattina qualcosa di piacevole e speciale che lo aspetta nel pomeriggio.

Cordiali saluti